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Lavoro Domestico, l’avviso comune delle parti sociali: includere le badanti tra i primi destinatari del vaccino anti covid

23/12/2020
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La categoria sia equiparata agli operatori socio-sanitari.

I lavoratori domestici addetti alla cura domiciliare di anziani, bambini e persone fragili siano inseriti nella prima categoria dei soggetti cui sarà somministrato il vaccino. È la richiesta unanime delle Parti Sociali firmatarie della contrattazione nazionale del Lavoro Domestico, le associazioni datoriali di settore Fidaldo (costituita da Assindatcolf, Nuova Collaborazione, Adlc, Adld) e Domina e i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf, contenuta in un Avviso Comune rivolto al Governo e ai ministri competenti Speranza, Catalfo, Lamorgese, Gualtieri, Bonetti e al Direttore dell’Ufficio ILO De Rosas, all’indomani della definizione del Piano per la vaccinazione anti Covid elaborato dall’Esecutivo Conte.

Per le Parti Sociali badanti e baby sitter che prestano lavoro di cura domiciliare, per la tipologia delle mansioni prestate e per gli elevati fattori di rischio che incorrono nell’esercizio della professione, devono essere equiparate, come si desume dagli stessi indirizzi della Oms, agli operatori socio-sanitari che espletano la loro attività in ambito extradomiciliare. Si tratta, infatti, di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno operano a strettissimo contatto con le persone più vulnerabili, senza possibilità di effettivo distanziamento e quindi ad alto rischio di contagio da Covid-19.

Il comparto domestico occupa complessivamente circa 2milioni di addetti. Poco meno di 860mila addetti sono regolarizzati; di questi oltre 400mila sono badanti, in continua crescita (+11,5% dal 2012) anche per effetto del progressivo invecchiamento della popolazione, stime che collocano il Bel Paese tra i Paesi più anziani del globo. Lombardia (63,5mila), Emilia-Romagna (45,1mila), Toscana (41,8mila), Veneto (35,9mila), Lazio (35,6mila) e Piemonte (33mila) sono le Regioni nelle quali sono più numerose.

Le Parti Sociali, in piena emergenza pandemica, avevano rivolto al Governo un altro Avviso Comune con la espressa richiesta di includere tra i destinatari degli ammortizzatori sociali Covid e degli strumenti di integrazione al reddito, finalizzando l’intervento alla salvaguardia della continuità del rapporto di lavoro e del reddito, come anche di prevedere misure ad hoc di sostegno dei datori di lavoro del settore, per lo più famiglie con il bisogno crescente di cura e assistenza domestica.

Anche la bilateralità settoriale è scesa in campo per rispondere ai numerosi bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto con prestazioni sanitarie integrative ad hoc legate all’emergenza Covid-19, con uno stanziamento pari a 6 milioni di euro, erogate attraverso la cassa di assistenza sanitaria integrativa di settore Cassa Colf.