Lavoro domestico: Firmato il rinnovo del contratto

29/01/2007
    sabato 27 gennaio 2007

    Pagina 9 – CAPITALE & LAVORO

    Lavoro domestico

    Firmato il rinnovo
    del contratto

      Filcams Fisascat Uiltucs e Federcolf hanno firmato con le associazioni datoriali Federcasalinghe-Domina e Fidaldo l’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale per il lavoro domestico.

      Due anni di incontri per giungere alla conclusione del negoziato, che i sindacati giudicano «un risultato importante per migliorare la condizione delle numerose lavoratrici che prestano la loro opera nelle famiglie».

      Il nuovo testo contrattuale mette mano a una nuova classificazione per rispondere ai mutamenti professionali e per inquadrare mansioni e compiti specifici delle assistenti famigliari.

      All’interno della nuova classificazione sono 8 sono i livelli previsti. Al livello medio, corrispondente alla collaboratrice domestica convivente, va un aumento salariale di 170 euro. Aumento che andràa regime in due tempi, con la busta di gennaio 2007 e con la busta di gennaio 2008. Anche per i collaboratori non conviventi l’aumento salariale sarà in linea con quello realizzato per i convivent. L’orario di lavoro diminuisce, per i non conviventi, a 40 ore settimanali. Per i conviventi è stabilita una nuova tipologia di 30 ore settimanali, riservata ai collaboratori «non addetti all’assistenza di persone non autosufficienti» e ai lavoratori-studenti. Il nuovo contratto stabilisce le quote a carico del datore di lavoro e del lavoratore, e i percorsi necessari da intraprendere per giungere alla costituzione della cassa malattia e del fondo di previdenza complementare.

      Nel campo delle tutele in caso di maternità, il contratto introduce una
      clausola di maggiore garanzia, «tuttavia – spiega Ramona Campari, responsabile del settore per la Filcams – vi sono in questo settore carenze strutturali in materia di assistenza, maternità e previdenza tali che la sola via contrattuale non può superare. Le carenze e i limiti sono di natura legislativa ed è per questa ragione che le federazioni sindacali e le associazioni datoriali hanno chiesto un incontro al ministro del Lavoro».

      Si calcola che attualmente siano 1,2 milioni le persone che prestano la loro opera a servizio di una o più persone.