Lavoro, dialogo possibile prima dei ballottaggi

27/05/2002







(Del 26/5/2002 Sezione: Economia Pag. 17)
IL SINDACATO E´ PRONTO AD UN´ALTRA MOBILITAZIONE. NESSUNA CONFERMA PER L´IPOTESI DI UN DDL SOLO SULLA QUESTIONE DEI LICENZIAMENTI
Lavoro, dialogo possibile prima dei ballottaggi
Berlusconi potrebbe stringere i tempi, ma i margini di intesa restano stretti

ROMA

Attesa per il voto. Attesa per una convocazione del governo. La questione dell´articolo 18, le modifiche alle norme dello statuto dei lavoratori sui licenziamenti, è congelata. E´ stato lo stesso presidente del consiglio Silvio Berlusconi a far sapere che si sarebbe occupato di nuovo dell´argomento dopo le elezioni parziali di oggi. Ma, trattandosi di una consultazione amministrativa, sono possibili anche i ballottaggi per la scelta dei sindaci: dell´articolo 18, quindi, si parlerà dopo il primo turno o dopo il secondo fra quattordici giorni? Per questa domanda non ci sono risposte ufficiali. Ma circola l´ipotesi che Berlusconi intenda convocare le parti sociali tra la fine di questa settimana e l´inizio della prossima, perciò prima dei ballottaggi. La convocazione dovrebbe essere preceduta da un vertice di governo al quale parteciperanno con il premier il ministro dell´economia Giulio Tremonti e il responsabile del lavoro e delle politiche sociali Roberto Maroni. Nel vertice dovrebbe essere definita la posizione del governo. Giovedì scorso Berlusconi ha aperto al confronto, dicendo che le modifiche all´articolo 18 previste dal disegno di legge delega per la riforma del mercato del lavoro, possono essere ritardate per consentire un ampio confronto su tutte le riforme per l´economia. Ma venerdì è stato poi precisato che questo non significa cancellare le modifiche contestate dai sindacati con lo sciopero generale del 16 aprile. Come intende muoversi allora il governo? Avanzerà proposte e quali? Quali saranno i tempi delle iniziative in cantiere? La verità arriverà dopo le elezioni. Forse già prima dei ballottaggi lo scenario sarà meno intricato. I margini per un vero dialogo sono ristretti. Il governo ipotizza una discussione a tutto campo centrata anche sugli ammortizzatori sociali e sul Mezzogiorno, ma in parlamento è fermo anche il disegno di legge delega sulle pensioni. I sindacati confederali però da mesi insistono sullo stralcio dal provvedimento sul mercato del lavoro delle modifiche all´articolo 18. La Cgil di Sergio Cofferati parla già di un possibile secondo sciopero generale e potrebbe non presentarsi a un incontro con il governo. La Cisl di Savino Pezzotta e la Uil di Luigi Angeletti sono pronte a far scattare la mobilitazione. Poi c´è la Confindustria che ritiene l´intervento sull´articolo 18 troppo timido e spinge per le riforme. Il presidente della Confindustria Antonio D´Amato nella relazione all´assemblea di giovedì scorso ha insistito sull´esigenza del dialogo per arrivare a decisioni che rendano più competitiva l´economia. L´intrecciarsi delle posizioni non ha prodotto finora novità sostanziali, al di là delle dichiarazioni di buona volontà. E l´opposizione di centrosinistra giudica le mosse del governo come «fumo» elettorale: un modo cioè per alleggerire la tensione. Trovare soluzioni tecniche adeguate per superare la questione dell´articolo 18 è davvero complicato. Non ci sono conferme a nessun livello per l´ipotesi di trasferire in un nuovo disegno di legge una parte del disegno di legge delega sul mercato del lavoro (articolo 18, ammortizzatori sociali e costo zero della loro riorganizzazione). Un´altra possibile idea è la riduzione dei casi per i quali è prevista la deroga alle norme sui licenziamenti senza giusta causa, ammettendo solo il risarcimento e non anche il reintegro: il risarcimento potrebbe essere previsto solo per le imprese che superano il tetto dei 15 dipendenti. Sarà il governo a dire se sta lavorando su questo o su altro. Sarà il governo ad avanzare o meno una proposta formale. In questi mesi le dichiarazioni sono state infinite. Ora per avviare una molto problematica discussione serve una proposta precisa. La sede per presentarla è l´incontro con le parti sociali che si dovrà svolgere a Palazzo Chigi. Dopo le elezioni.

r.r.