Lavoro, delega anche sull’art.18

15/11/2001

Il Sole 24 ORE.com







    Introdotta una sospensione sperimentale dell’obbligo di reintegro sostituito con una forma di risarcimento

    Lavoro, delega anche sull’art. 18
    Perplessità della Confindustria e no dei sindacati – An punta sulla partecipazione dei lavoratori alle imprese
    ROMA – Il collegato in materia di mercato del lavoro, con modifiche temporanee all’articolo 18, verrà presentato oggi al Consiglio dei ministri. A confermare che il testo approderà a Palazzo Chigi è stato il ministro del Welfare, Roberto Maroni anche se è stato prudente sull’effettivo via libera. E ieri anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti non si è sbilanciato ritenendo «possibile» uno slittamento di tutte le deleghe ma ammettendo che «quella sul lavoro è la più avanzata in termini di definizione». In realtà, nel preconsiglio dei ministri di ieri, a cui ha partecipato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il Collegato, con le misure di modifica temporanea dell’articolo 18 (si veda Il Sole-24 Ore di ieri), ha avuto il disco verde mentre è possibile che "salti" la nuova normativa sull’arbitrato. Oggi si discuterà anche una proposta di An che chiede di regolare la partecipazione dei lavoratori al capitale d’impresa, che però non dovrebbe entrare nel testo del Collegato. Il Welfare, infatti, punta ad avviare una nuova trattativa sia sulla partecipazione sia sulla revisione degli assetti contrattuali, mettendo sul piatto alcuni incentivi. Ma ieri si è riacceso lo scontro tra sindacati e Governo, ricompattati sul «no» alla modifica dello Statuto. In qualche modo, al tavolo sul mercato del lavoro, si sono invertite le posizioni rispetto alla delega sulle pensioni. La tregua con Cgil, Cisl e Uil, incassata sulla riforma previdenziale, è sfumata sul mercato del lavoro mentre un giudizio sostanzialmente positivo, sia sui contenuti che sul metodo, è arrivato da Confindustria che resta critica su alcuni passaggi. «Se il Governo crede di sperimentare modifiche all’articolo 18 – ha detto Stefano Parisi, direttore generale di Confindustria – lo faccia ampliando la platea dei lavoratori ai nuovi ingressi e ai casi di start up delle imprese. C’è poi una volontá, sbagliata, di normare più rigidamente le collaborazioni coordinate». Se Confindustria chiede maggiore coraggio, i sindacati sono ripartiti all’attacco sull’articolo 18, pur mantenendo giudizi diversi sull’insieme delle misure del Collegato, appoggiate da Cisl e Uil, criticate dalla Cgil. «La sperimentazione proposta – ha detto il segretario confederale della Cgil, Giuseppe Casadio – è una manomissione sostanziale dell’articolo 18 perchè nessuno può immaginare che dopo un periodo di prova si possa ritornare indietro». Duro il giudizio anche della Cisl che chiede al Governo di ritirare la proposta. «La sperimentazione – ha detto il segretario confederale, Raffaele Bonanni – non c’entra nulla con le misure di occupabilità in discussione». E contraria è anche la Uil che pure nei mesi scorsi aveva presentato una proposta di revisione dello Statuto. «Ma era relativa solo al Sud – ha spiegato Fabio Canapa, segretario confederale – mentre questa del Governo la leggiamo come una chiusura rispetto alla trattativa complessiva». Il collegato, così come uscito dal preconsiglio di ieri, prevede una serie di deleghe. I primi articoli sono sul collocamento con l’apertura ai privati, l’apertura su strumenti come il leasing di manodopera, e norme più agevoli sull’esternalizzazione (modifica dell’articolo 2112 del codice civile). Ma c’è anche il riordino degli ammortizzatori sociali (collegati alla formazione), degli incentivi per l’occupazione e la riforma dei contratti di formazione lavoro, apprendistato e tirocini. In arrivo anche la nuova disciplina sull’orario di lavoro mentre sul part-time si prevedono maggiori flessibilità sull’orario rinviate alla contrattazione collettiva o, in assenza, a lavoratore e datore di lavoro. Tante le new entry contrattuali: arriva il lavoro a chiamata (indennità a fronte della disponibilità del lavoratore a prestazioni a chiamata o intermittenti); viene disciplinato il lavoro coordinato e continuativo, oggi sprovvisto di regole su cui il Welfare prevede una serie di tutele fondamentali; infine, si introduce il lavoro occasionale e accessorio (quest’ultimo riguarda collaborazioni di assistenza familiare). Negli ultimi articoli, si propone una delega sulle modifiche provvisiorie all’articolo 18, solo nella parte sanzionatoria, e il nuovo arbitrato che forse sarà stralciato dal testo. «Sapevamo di non trovare consenso sulla sperimentazione – ha detto ieri il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi – ma si tratta di un’idea che nasce proprio dal dibattito sindacale. È una timida, moderata, sperimentazione col nobile scopo di fare occupazione e stabilizzazione del rapporto di lavoro».
    Lina Palmerini
    Giovedí 15 Novembre 2001
 
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