“Lavoro” Damiano: dietro i fischi la voglia di confronto

11/12/2006
    domenica 10 dicembre 2006

    Pagina 9 – Economia/Oggi

    L’Intervista

      Damiano: dietro i fischi la voglia
      di confronto, sapremo ascoltare

        I FISCHI E LA DIFFICOLT� di far comprendere il segno complessivo di questa finanziaria, che rompe con il passato, argina lavoro nero e precariato, incrementa il potere d’acquisto. Il ministro, ex sindacalista che conosce bene Mirafiori e la Fiat, interviene nel merito della �contestazione� e sottolinea come vi sia stata enfatizzazione del caso. Mentre troppo spesso i giornali dimenticano le condizioni reali del lavoro…

          di Oreste Pivetta

            I fischi di Mirafiori sono diventati sui giornali le trombe di Aida: una marcia trionfale per chi l’altro giorno s’era fatto sentire contro i leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil

            Cesare Damiano, piemontese, ministro del lavoro, conosce bene Mirafiori, i metalmeccanici, il sindacato ed � tra quelli che conoscono meglio anche la legge finanziaria.

            Ministro, chiedo a lei che l’Italia la percorre e che percorre da sempre il mondo del lavoro: non le pare che la protesta di Mirafiori sia stata presentata con un filo d’enfasi in eccesso?

              �Non bisogna confondere fischi isolati o organizzati con una contestazione di massa nei confronti del sindacato. Sono d’accordo: si � un po’ enfatizzato. Si dovrebbe ricordare che i veri fischi si sono levati contro chi nelle assemblee aveva tentato di far passare l’idea che il governo Berlusconi fosse meglio di questo… Si dovrebbe invece cogliere un segnale positivo, di responsabilit� democratica, nel senso cio� della voglia di confronto schietto con il sindacato e con il governo di centrosinistra, alla cui vittoria ha contributo la gran parte di quegli operai, che ora nutrono attese e anche preoccupazioni, che si chiamano pensioni o potere d’acquisto… Girando l’Italia ho capito che spiegando bene i contenuti della finanziaria, soprattutto quando si tratta di sviluppo economico o di temi sociali, di equit� o di giustizia sociale, si rimuove la distanza o la freddezza iniziali. E quando questi contenuti vengono rappresentati, cos� come deve essere, all’interno di un disegno organico, che segnala una forte discontinuit� con il governo precedente, compaiono tra chi ti ascolta apprezzamento, condivisione. E qualcuno alla fine ti dice: queste cose facciamole sapere�.

              S�, per� bisogna pareggiare lo scetticismo di partenza…

                �A spiegare quelle perplessit� sono alcune incertezze del governo, una scarsa capacit� di comunicazione sulle cose fatte, ma soprattutto la difficolt� di portare a sintesi visibile i capitoli forti di questa manovra, perch� si comprenda il progetto riformatore, si capisca che la finanziaria non � una somma di modesti provvedimenti disorganici. Facciamo un esempio, proprio a proposito del lavoro: l’emendamento che ho introdotto nel decreto Bersani sulla sicurezza nei cantieri. La norma che prevede la sospensione dei cantieri che non sono in regola, gi� operativa, ha portato a 227 sospensioni tra settembre e ottobre, a 79 riaperture dopo le regolarizzazioni: secondo l’Inail questo ha significato un saldo di quattordicimila assunti in pi� e regolarmente in quei due mesi rispetto all’anno precedente, secondo l’Inps nell’ultimo mese rilevato dal settore dell’edilizia s’� determinato un incremento di contributi pensionistici che si avvicina quattro per cento su base mensile�.

                Parliamo del cuneo fiscale. Credo che i lavoratori si fossero illusi di mettere in tasca qualcosa di pi�…

                  �Il taglio del cuneo fiscale, che tocca l’occupazione a tempo indeterminato, produrr� uno sconto del tre per cento sul costo del lavoro. Secondo una indagine dell’Ires Cgil intanto si dovrebbe determinare nel prossimo anno una crescita dell’otto per cento delle assunzioni stabili, nuove assunzioni, ovviamente. Cos� il lavoro stabile salirebbe dal 46 per cento del prevedibile consuntivo del 2006 al 54 per cento. Se questo avvenisse il lavoro a tempo indeterminato tornerebbe a essere la modalit� prevalente nelle nuove assunzioni…�.

                  Resterebbe la delusione per i soldi che non arrivano…

                    �La riduzione del cuneo fiscale, come sappiamo, sta in due parti, una va a stimolare la competitivit� delle imprese che noi abbiamo voluto qualificare, l’altra ha consentito per� di ridisegnare la curva fiscale a favore dei redditi mediobassi. I vantaggi salariali si vedranno una volta approvata la finanziaria, senza dimenticare che questo governo ha gi� deciso di fissare l’inflazione programmata al 2 per cento, al livello cio� di quella reale, mentre il governo Berlusconi la fissava un punto, un punto e mezzo al di sotto. E questo, cio� l’inflazione programmata pi� alta, produrr� i suoi risultati nei contratti. Insieme, contratti e curva fiscale favorevole, comunque innalzeranno il potere d’acquisto�.

                    Dicendo di preoccupazioni dei lavoratori per il loro futuro, si tocca il tasto pensioni…

                      �Quella che io chiamo manutenzione del sistema previdenziale non � stata inserito nella finanziaria. Abbiamo invece sottoscritto un memorandum con le confederazioni sindacali che per me rappresenta il perimetro della nostra azione.. Vorrei anche ricordare che non voglio alzare l’et� pensionabile, ma se mai abbassarla rispetto ai sessant’anni, come prevede a partire dal primo gennaio 2008 la legge Maroni in vigore. Voglio trasformare quello scalone di tre anni in alcuni scalini. Mi auguro che le maggiori entrate che la finanziaria produrr� e le maggiori risorse fiscali che derivano dalla lotta al lavoro nero e all’evasione contributiva possano essere dirottate per superare totalmente o parzialmente lo scalone, ma anche per prevedere contributi figurativi per quanti, soprattutto i giovani, svolgono un lavoro flessibile e corrono il rischio di perdere coperture nei momenti di non lavoro, ancora per rivalutare le pensioni in essere e non soltanto i minimi e soprattutto per finanziare gli ammortizzatori, riformandoli. Dovremmo pensare ad ammortizzatori “promozionali”, che consentano a chi non ha il lavoro di avere in compenso protezione, formazione, offerta di riempiego, nella logica di un patto individuale… Non accettare una offerta di lavoro fa uscire dalla protezione sociale…�.

                      I “fischi” di Mirafiori sono serviti anche a ridestare l’attenzione dei media sulla fatica del lavoro.

                        �Appena diventato ministro, sono tornato ai cancelli di quella fabbrica, Mirafiori. Anche per sentire lavoratori un po’ pi� giovani di me lamentarsi del peso del lavoro e della loro stanchezza. Credo che nel rivedere il sistema pensionistico si debba tener conto dei lavori maggiormente usuranti, per dare prima una possibilit� di pensione a chi ha faticato di pi�… Ma bisogna anche che in Italia si affermi una nuova mentalit�, una nuova cultura del lavoro, che si esca dal silenzio di questi anni, silenzio rotto da improvvise vampate di interesse legate a eventi particolari, l’assemblea di Mirafiori o il grave incidente sul lavoro. Si deve ricostruire una cultura della quotidianit� che riporti il lavoro alla sua centralit�, se vogliamo prosciugare l’area del lavoro nero e della precariet�, se vogliamo davvero che la qualit� del lavoro possa migliorare.. Mi sto battendo ad esempio perch� la Rai costruisca un canale digitale dedicato ai temi del lavoro, della sicurezza e della salute, come motore di una nuova stagione della informazione che non ghettizzi…�.

                        Tornerebbe a Mirafiori a spiegare tutto questo?

                          �Mi sono sempre confrontato a viso aperto con i lavoratori . Questo � il mio modo di fare politica�.