“Lavoro” Damiano: «adesso cambiamo la legge 30»

07/11/2006
    marted� 7 novembre 2006

    Pagina 3 – Economia/Oggi

      DOPO IL CORTEO – Polemiche nella maggioranza e nel sindacato. La Cgil: il direttivo del 21-22 novembre occasione per chiarire

        Damiano: �E adesso cambiamo la legge 30�

        ROMA
        Non si placano le polemiche sulla manifestazione di sabato scorso contro la precariet�. �Continuo sulla mia strada�, taglia corto il ministro Cesare Damiano �sto con i precari non con chi li manipola�. La strada del titolare del Lavoro � quella indicata dal programma dell’Unione, stilato dallo stesso Damiano con i responsabili Lavoro dei partiti alleati, compreso l’attuale ministro Paolo Ferrero. �Rivedere radicalmente la legge 30 � una priorit� per il governo� ha aggiunto il ministro, a gennaio si concerter� anche questo. Nonostante i moltissimi attestati di solidariet� �pi� dal basso che dall’alto� fa notare lui, e le prese di posizioni di chi, come Piero Fassino, definisce �inaccettabili e irricevibili le aggressioni verbali� contro il ministro, Cesare Damiano non nasconde la propria amarezza: �Addirittura nel governo c’� chi non vede quello che abbiamo fatto�, �i passi concreti che stanno cambiando il mondo del lavoro�. L’invito a chi lo contesta � quello di �dare una mano per portare a casa risultati� per combattere la precariet� e migliorare il lavoro.

        Meno piazza e pi� governo, insomma. Se ci sono, come ci sono, differenze da far valere il posto giusto per i sottosegretari non � quello accanto ai Cobas o a chi per loro addita �nemici� e lotta per la crisi di governo. Ma su questo le opinioni come � noto divergono e anche ieri si � avuta la solita valanga di distinguo che passa sulla manifestazione per arrivare al merito delle questioni oltre che agli equilibri in seno alla maggioranza. Parlando dei contenuti del Partito democratico, Francesco Rutelli alla direzione della Margherita ha fatto notare che �alcune chiavi di lettura della sinistra tradizionale rischiano di condannare il centrosinistra italiano a un ruolo minoritario e residuale�. �Il precariato � un problema serissimo- ha concluso – ma il corteo ha indicato soluzioni sbagliate�. Per Rutelli � sbagliato abrogare la legge 30 come chiedono i partiti manifestanti. E anche Capezzone dice che sarebbe �un grave errore�.

        Divisione per divisione, c’� quella interna alla Cgil. Ieri la Stampa ha pubblicato un’intervista a Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom e leader della Rete 28 Aprile (sinistra Cgil). Sia la Fiom e che la Rete sabato erano in piazza. La Cgil no. Nell’intervista Cremaschi ha usato parole molto dure verso Guglielmo Epifani. �Straparla� � il commento di Achille Passoni, segretario confederale di Corso d’Italia. �Cremaschi attacca Epifani accusandolo di affezione da sindrome da governo amico e, inopinatamente, rimuove il tema posto dalla Cgil sulle ragioni che avrebbero dovuto indurre la Fiom a dissociarsi dalla manifestazione�, afferma Passoni. �Non chiedo a Cremaschi di convenire con me sull’inopportunit�, fin dall’inizio, di aderire come Fiom a una manifestazione cos�, ma almeno di riflettere sul marciare sottobraccio a chi, come Bernocchi (leader dei Cobas, ndr), pensa e dice certe cose sulla Cgil, sui suoi dirigenti e sul ministro Damiano�. Dal canto suo Giorgio Cremaschi ha scritto al quotidiano affermando che il titolo (”Epifani schiavo del governo”) non corrisponde al suo pensiero. Il 21 e 22 novembre la Cgil terr� il direttivo, �sar� quella la sede in cui ci confronteremo� fa sapere la responsabile dell’organizzazione Carla Cantone per la quale non solo �sulla precariet� la Cgil non ha nulla da farsi insegnare�, ma Cremaschi �prima di parlare farebbe bene a riflettere per evitare di fare poi la figura del coccodrillo�.

        fe.m.