“Lavoro” Contratti a termine, scontro governo-imprese

06/11/2006
    sabato 4 novembre 2006

    Pagina 6 – Primo Piano

    LAVORO FA DISCUTERE L’ANNUNCIO DI DARE TEMPO TRE MESI ALLE PARTI SOCIALI PER RIVEDERE LA NORMATIVA. ALLO SCADERE DEI 90 GIORNI, L’ESECUTIVO FARA’ DA SOLO

    Contratti a termine,
    scontro governo-imprese

      Damiano: �Bisogna limitarli�. Anche Cisl e Uil contrari.
      Oggi i precari in piazza: cancellare la Biagi

        Paolo Baroni
        inviato a VENEZIA

        Arriva un giro di vite sui contratti a termine. Ieri il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha annunciato l’intenzione di rivedere la normativa del 2001 dando tre mesi di tempo alle parti sociali per produrre un nuovo �avviso comune�. Tema delicato, che ieri ha subito suscitato violente polemiche ricreando a parti invertite il clima del 2001 quando per la prima volta Cisl e Uil firmarono un accordo col governo Berlusconi e la Cgil si rifiut�. Ora la confederazione guidata da Guglielmo Epifani si � subito pronunciata a favore delle modifiche, mentre Cisl, Uil e soprattutto la Confindustria (�cos� il paese fa un salto indietro di 15 anni�) si sono schierate contro.L’annuncio � arrivato alla vigilia della manifestazione che i Cobas, Sindacati e sinistra radicale terranno oggi a Roma. Un corteo contro la precariet� e per l’abolizione della Legge Biagi, che crea non pochi problemi a Prodi. Lo stesso presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha annunciato che non potr� esserci, ma che approva la manifestazione contro il governo.

        Con le direttive emanate ieri Damiano si pone tre obiettivi: definire causali precise per applicare questo tipo di contratti, mentre le norme in vigore (dlgs 368) prevedono un range molto ampio di causali (ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo dell’impresa), quindi fissare delle percentuali rispetto agli organici complessivi delle imprese e assieme a queste anche precise norme anti-elusione. Cominciando ad esempio a fissare tempi pi� stretti per le proroghe, che oggi sono possibili se il primo contratto � stato inferiore a tre anni. Il ministro si aspetta che nel giro di 90 giorni le parti sociali possano definire un’intesa, ma in caso contrario �il governo proceder� comunque con un suo atto legislativo�.

        Duro il commento del vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei che parla di riforma �ingiustificata e inopportuna�.

        Mentre il presidente di Federmeccanica, Massimo Calearo, afferma che un provvedimento legislativo �non � accettabile�. �I contenuti delle legge attuale – spiega ancora Bombassei – recepiscono una direttiva europea che fa proprio un accordo sindacale concluso nel marzo ‘99 fra i sindacati e gli imprenditori a livello comunitario. La proposta di riforma di Damiano costituisce quindi un atto in spregio dell’autonomia collettiva nazionale ed europea�. E quindi ricorda come �l’applicazione della disciplina del 2001 non abbia dato luogo a contenzioso giudiziario o sindacale significativo�, mentre �l’ipotesi di riforma avrebbe invece proprio l’effetto di innescare un vasto contenzioso per il solo fatto di fondarsi su pretese disfunzioni dell’attuale disciplina rispetto ai criteri dettati dall’Europa�.

        Per il segretario confederale Fulvio Fammoni la notizia della riforma dei contratti �� positiva� e conferma come, nonostante le critiche, il governo si stia effettivamente impegnando contro la precariet�. I segretari generali di Cisl e Uil, invece, sparano a zero. �Il Governo fa propaganda – dichiara Angeletti – prospetta un mondo meraviglioso che non � reale. La vicenda � nata da una direttiva comunitaria. In tutta Europa c’� una normativa peggiore di quella italiana�. Bonanni non intende �accettare diktat� e spiega: �non si pu� partire da soluzioni politiche per incidere su materie di pertinenza delle parti sociali. Se il Governo vuol far valere la propria opinione, lo faccia con incentivi che spingano le parti a trovare una soluzione conveniente�. Anche Renata Polverini (Ugl) difende l’autonomia delle parti sociali: �Non si pu� davvero pensare che il sindacato e le associazioni datoriali si limitino a ratificare, seppur attraverso un avviso comune, decisioni gi� prese, peraltro, per via legislativa�.

        Parlando a Venezia il ministro del Lavoro ha tenuto a precisare che �tutte le scelte che il governo ha fatto, sta facendo e far� in tema di lavoro, rispondono ad un disegno ben preciso: favorire l’occupazione, ridurre la precariet� e introdurre una buona flessibilit�. E anche la decisione di intervenire sui contratti a tempo determinato si inserisce in questo ragionamento: fa parte di quelle che Damiano ha definito le �cinque fasi� della sua azione. Che vanno dalle le norme su call center e sicurezza nell’edilizia, agli interventi in Finanziaria (a cominciare dal taglio del cuneo fiscale) sino alle successive proposte di modifica. I prossimi passi sono rappresentati da nuove regole sugli appalti, un nuovo testo unico sulla sicurezza e l’anticipo della previdenza integrativa e -come annunciato ieri – la revisione dei contratti a termine. Nel 2007, poi, ci sar� il decollo dei tavoli su mercato del lavoro e previdenza. �Mantenere la rotta – sintetizza il ministro del Lavoro – anche questo � un modo riformista di governare�.