Lavoro, confronto coi sindacati; Vertice tra Berlusconi e Maroni

14/05/2002






Monorchio: pensione a 65 anni per tutti, donne comprese

Lavoro, confronto coi sindacati

Vertice tra Berlusconi e Maroni
      ROMA – Si avvicina la ripresa del dialogo tra governo e sindacati. Giovedì il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, incontrerà il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per discutere di come riavviare il confronto dopo lo sciopero generale del 16 aprile. Come ha spiegato ieri lo stesso Maroni, si tratta di «definire le tappe e le modalità dell’incontro con le parti sociali». Dopo il vertice con Berlusconi, il ministro dovrebbe decidere la convocazione. Non è ancora chiaro se questa sarà fissata prima o dopo le elezioni amministrative del 26 maggio e se le parti verranno chiamate direttamente a Palazzo Chigi o se prima ci sarà un passaggio al Lavoro. La Cisl, intanto, preme per accelerare i tempi. Il segretario, Savino Pezzotta, lancia quasi un ultimatum: «Se il confronto non dovesse avviarsi dovremmo riprendere la mobilitazione e le iniziative sindacali». Anche la Cgil, che invece non crede alla trattativa con questo governo e quindi non ha alcuna fretta, minaccia nuove agitazioni. Lo fa il vicesegretario, Guglielmo Epifani, secondo il quale sono necessarie «risposte» contro la riforma del fisco. Sale, infine, la tensione nel pubblico impiego. Cgil, Cisl e Uil accusano il governo di non rispettare l’accordo del 5 febbraio negando le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti. Il leader della Cgil, Sergio Cofferati, si dice pronto alla «lotta».
      Ieri Maroni è intervenuto anche sulle pensioni difendendo la riforma presentata in Parlamento. Di previdenza ha parlato anche il Ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio, ma per chiedere un aumento dell’età pensionabile, in particolare per le donne. «Occorre che tutti vadano in pensione a 65 anni, anche le donne». Attualmente, nel sistema retributivo, la soglia è fissata a 65 anni per gli uomini e a 60 per le donne. Ma per tutti coloro che hanno cominciato a lavorare dal primo gennaio 1996 o che optano per il sistema contributivo l’età di pensionamento è a scelta tra 57 e 65 anni, sia per gli uomini sia per le donne. Sopravvivono, infine, le pensioni d’anzianità.


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