Lavoro, Cgil resta isolata «Si tratta solo con chi c´è»

10/06/2002






            Del 8/6/2002 Sezione: Economia Pag. 19)
            COFFERATI: CISL E UIL, CHE ERRORI. PEZZOTTA: SUI POSTI ANNUNCIATI VEDREMO ALLA FINE
            Lavoro, Cgil resta isolata «Si tratta solo con chi c´è»

            ROMA
            Un milione e quattrocentomila posti di lavoro sono un obiettivo che fa una certa impressione e il giorno dopo il roboante annuncio Berlusconi si è detto rammaricato solo per l’assenza della Cgil alla trattativa: «Avete visto – ha commentato – si è ripreso bene il dialogo con i sindacati, anche la Cgil si è seduta su alcuni tavoli ma non a quello sul lavoro, me ne dispiaccio, ma credo che con il dialogo riusciremo ad arrivare a soluzioni di buon senso». E poi va da sé che l´ambizioso progetto andrà in porto – come ha voluto precisare il ministro del Lavoro Maroni – «solo a patto che si facciano le riforme». Il chiarimento è orientato ai cittadini, ma il messaggio è per i sindacati, almeno a quelli che al tavolo delle trattative si sono seduti: Cisl e Uil. Alla Cgil, che a quel tavolo non c´è, sono state rivolte le attenzioni non solo del presidente del Consiglio ma anche di altri esponenti del governo: Franco Frattini, ministro della Funzione Pubblica, spezza una lancia perché il maggior sindacato italiano receda dalla sua posizione di arroccamento e giura che il governo non vuole «spaccare i rappresentanti dei lavoratori», intento che invece gli viene attribuito perfino dal vicepresidente del Senato Domenico Fisichella, di An. E comunque, che Cofferati torni o no a trattare, da lui non si accettano «ultimatum» ribadisce il ministro delle politiche comunitarie Rocco Buttiglione «e noi non ci faremo intimidire».Si tratta – insomma – con chi c´è. E si tira dritto. Cisl e Uil che hanno preso la distanza dalla linea dura di Cofferati, ieri hanno cercato di chiarire due cose: che non hanno receduto per questo dalla difesa dell´articolo 18 e che non intendono essere coinvolti in dispute di appartenenza politica. Luigi Angeletti (leader della Uil) ha smentito le supposizioni di un accordo con il governo su alcune modifiche all´articolo 18 e ricorda che la contestata norma «si applica alle aziende e non ai lavoratori. Vogliamo che la tutela sia mantenuta per le aziende che hanno più di 15 dipendenti, sia per chi ci lavora adesso che per chi verrà assunto nei prossimi decenni». Savino Pezzotta (segretario della cisl) ricorda invece che il sindacato è «apartizan» e intende essere al di sopra della contesa politica, rapportandosi ai governi solo in ragione delle loro proposte e non della relativa composizione politica. La rottura in corso nel sindacato – ribadisce quindi Pezzotta – «è solo colpa della cgil». Questo non significa che la cisl sposi i progetti del governo «sul milione e 400 mila posti di lavoro – dice per esempio Pezzotta – tant´è che i conti vorrò farli alla fine». Il leader cislino dunque, se non è scettico, è comunque prudente. Il presidente della Fiat Paolo Fresco, invece, ha dichiarato il suo ottimismo: «l´obiettivo è possibile». Il governo vuole portare a compimento le proprie riforme sull´occupazione ma non vorrebbe farlo senza il sindacato maggiormente rappresentativo. Il convitato di pietra di tutte queste dichiarazioni e pressioni – Sergio Cofferati- ha replicato indirettamente a tutti, parlando a Modena, e ha detto sostanzialmente tre cose: «il mercato del lavoro italiano è già fin troppo flessibile» e quindi non servono ulteriori ammorbidimenti discrezionali a favore delle aziende; secondo, che l´Italia rischia un «patto neocorporativo» tra il governo e chi siede al suo tavolo e che la trattativa diventa una sorta di «gioco del monopoli» in cui il governo fa rientrare in un disegno di legge blindato ciò che ha tolto dalla delega, terza, che il contrasto con esecutivo e altri sindacati non è solo di metodo ma di merito, e quindi sostanziale. E poi che la politica del governo possa portare al milione e rotti di posti di lavoro, «resta solo nel libro dei sogni» ha rincarato l´ex ministro dell´Industria Enrico Letta: «E´ davvero sconcertante – ha aggiunto – che mentre è in corso una trattativa delicatissima sul lavoro, trattativa davvero appesa a un filo, il governo faccia questi proclami e questi annunci che rischiano invece di ostacolare il confronto».
            Raffaello Masci