LAVORO: CGIL E FILCAMS, ULTIMO ATTO GOVERNO INCENTIVARE PRECARIETÀ

14/11/2011

14 novembre 2011

Lavoro: CGIL e FILCAMS, ultimo atto governo incentivare precarietà

"Estende rapporto lavoro a chiamata per addetti alla vendite"

“Il governo appena dimissionato continua ancora a fare danni al lavoro incentivando forme di lavoro precario estendendo il rapporto di lavoro a chiamata per gli addetti alle vendite”. E’ quanto denunciano il Segretario Confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, e il Segretario Generale della Filcams, Franco Martini, in merito alla risposta che il Ministero del Lavoro ha dato all’interpello 46/11.

“Nei saldi di fine stagione – aggiungono i due dirigenti sindacali – il Ministero del Lavoro ha voluto superarsi: con la risposta all’interpello 46/11 ha accolto la richiesta di Confindustria di estendere la possibilità di ricorrere al rapporto di lavoro a chiamata per gli ‘addetti alle vendite’”. L’effetto di questa disposizione, sostengono Fammoni e Martini, “permetterà all’intero comparto della distribuzione commerciale di sostituire lavoro stabile con una delle forme di lavoro più precaria prevista dall’attuale ordinamento”.

Nel merito, osservano, “non si capisce perché Confindustria faccia la richiesta di questo interpello, data la scarsissima rappresentanza in materia. Ma soprattutto non si capisce perché il Ministero accolga un’interpretazione non richiesta dalle parti rappresentative del settore. Perché il legislatore si avventura in questa direzione? La risposta è nella ideologia e nei conseguenti atti di un governo che per fortuna non c’è più: il lavoro inteso come puro e semplice fattore di costo della produzione per cui meno costa meglio è, più è facile liberarsene meglio è. Uno dei primi atti che il prossimo Ministro dovrà fare sarà cancellare queste disposizioni inutilmente precarizzanti”, concludono Fammoni e Martini.