“Lavoro” Call center, il Tar del Lazio contro i precari

24/11/2006
    venerd� 24 novembre 2006

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

      Call center, il Tar del Lazio contro i precari

        Sospeso il provvedimento per l’assunzione dei 3200 dipendenti di Atesia

          di Giampiero Rossi/ Milano

          INDIETRO Il Tar del Lazio congela l’iniziativa del ministero del lavoro per portare regole nei call center. Un’ordinanza del giudice amministrativo ha infatti sospeso l’efficacia dei verbali degli ispettori ministeriali del 21 e 24 agosto che qualificavano come lavoro subordinato i rapporti di lavoro a progetto degli impiegati dei call center e sollecitavano l’assunzione di 3.200 collaboratori. Gli ispettori del ministero del lavoro avevano distinto tra coloro che rispondono alle telefonate dei clienti delle societ� per conto delle quali i call center gestiscono i numeri verdi, e i lavoratori che effettuano telefonate, ad esempio, per svolgere ricerche di mercato. I primi, secondo gli ispettori, dovrebbero godere dello status di lavoratore dipendente e, quindi, hanno diritto a un’assunzione con contratto a tempo indeterminato. Gli altri, cio� quelli che fanno telefonate, possono essere assunti con contratti pi� flessibili. Atesia, societ� del gruppo Almaviva di Alberto Tripi, aveva presentato il 2 novembre ricorso al Tar, chiedendo una verifica sui rapporti di lavoro degli addetti ai call center. A questo primo esame del tribunale, comunque, seguir� l’esame di merito e, quindi, la sentenza di primo grado.

          Le motivazioni della societ�, secondo i giudici, sono fondate perch� il provvedimento del ministero avrebbe potuto danneggiare il gruppo e i lavoratori. Di fronte ai �molteplici rischi� derivanti da un quadro giuridico in piena evoluzione, dopo le innovazioni introdotte sul mercato del lavoro dalla legge 30, i giudici hanno deciso per �il mantenimento della situazione in essere�.

          Nessun commento da parte del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che attende di conoscere le motivazioni del provvedimento del giudice e che, in ogni caso, intende proseguire lungo il percorso di stabilizzazione del lavoro precario che nei call center trova i suoi simboli e la sua massima espressione. Reagiscono invece i sindacati: �La decisione del Tar del Lazio ci allarma, perch� il tribunale amministrativo parla di mantenimento della situazione in essere�, commenta il segretario generale della Slc Cgil, Emilio Miceli, sottolineando che i magistrati amministrativi �non possono ignorare il fatto che in Atesia ci sono solo 200 lavoratori a tempo indeterminato, mentre il resto sono atipici senza alcun tipo di tutela. La nostra preoccupazione si fonda sul fatto che il Tar anticipa un giudizio di merito, anche se poi sostiene che Atesia deve applicare la circolare Damiano�. Secondo Miceli, la decisione del Tar del Lazio �non sposta di un millimetro i problemi dell’azienda. Abbiamo chiesto, e continueremo a farlo, la trasformazione dei Co.co.pro. in contratti stabili. Il motivo � semplice: ci troviamo di fronte a rapporti di lavoro, che per tipo di organizzazione e orari, hanno le caratteristiche del lavoro subordinato. L’azienda periodicamente ha promesso la stabilizzazione di questi lavoratori, ma ad oggi non ne ha stabilizzato neanche uno�. E secondo il segretario confederale della Cisl, Annamaria Furlan, la decisione del Tar del Lazio �rende ancora di pi� urgente l’applicazione della circolare Damiano relativa alle questioni del precariato nei call center. Da subito – aggiunge – � necessario incentivare le parti sociali per dare indirizzi precisi per arrivare a un avviso comune�.

          Nel frattempo, tuttavia, Atesia ha avviato un negoziato anche con i sindacati e il gruppo Almaviva (che conta circa 11.000 operatori) ha annunciato l’intenzione di assumere part-time 7.000 lavoratori a progetto.