“Lavoro” Bonanni: «I tagli del cuneo per ridurre il precariato»

29/05/2006
    luned� 29 maggio 2006

    Bonanni: �I tagli del cuneo per ridurre il precariato�

      Primo s� della Cisl alla proposta del ministro Damiano �Misure per favorire il reimpiego degli ultracinquantenni�

        ROMA – � una mano tesa al governo sul tema scottante del lavoro, quella offerta ieri dalla Cisl. Il neosegretario Raffaele Bonanni apre alla proposta del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, di sostenere le assunzioni a tempo indeterminato attraverso la riduzione del cuneo fiscale. �Da tempo la Cisl sostiene questa ipotesi – ha detto Bonanni in un’intervista al Tg3 -, in particolare che la riduzione del cuneo fiscale debba essere selettiva e non a pioggia, per favorire anche l’assunzione di donne e di lavoratori ultracinquantenni che spesso vengono espulsi dal ciclo produttivo e non trovano nessuna risposta�.

        Il leader della Cisl auspica l’apertura di una trattativa con le parti sociali che metta sul tavolo l’innalzamento del salario e dei contributi per il lavoro �atipico�. Quanto alla previdenza, la precedenza assoluta andrebbe alla partenza della previdenza integrativa �in modo da dare ai giovani – ha concluso Bonanni – quella seconda stampella per riparare allo svantaggio della riforma Dini�.

        Intanto continua il dibattito su come riformare la legge Biagi. Ieri � intervenuto il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, secondo cui �pensare di rilanciare il sistema economico del Paese senza salvaguardare l’ossatura fondamentale della flessibilit�, introdotta dalla legge Biagi, sarebbe un suicidio per l’azione di governo�. Insomma la legge 30 non sarebbe tutta da buttare via: �Occorre fare degli opportuni distinguo – spiega Di Pietro -. Quello che senz’altro dobbiamo fare � eliminare le storture e la cattiva applicazione della legge che ha prodotto in questi anni un precariato istituzionalizzato, sudditanza ed incertezza soprattutto nelle giovani generazioni�.

        Ma alla sinistra del governo un ritocco della legge non basta perch� non � sufficiente cancellare la precariet�, dovendosi agire anche sul tema della flessibilit�. �Nel programma dell’Unione, sottoscritto dalle varie forze politiche che sostengono Romano Prodi – ricorda Gianni Pagliarini dei Comunisti Italiani -, era scritto bello chiaro: la modalit� base del contratto da stipulare tra imprese e lavoratore deve tornare ad essere quello a tempo indeterminato�.

        Dal centrodestra il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volont�, sottolinea la diversit� di vedute interne all’esecutivo: �Il governo e la sua maggioranza – dice – � in totale stato confusionale. Alle parole in libert� dei ministri seguono quelle dei segretari dei partiti comunisti�. Il riferimento � all’intervista rilasciata al Corriere dal segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, favorevole all’abrogazione della Biagi. Per Volont�, � �dannoso per il futuro del Paese e per la sua credibilit� che Prodi prosegua nel suo esperimento di unire l’inconciliabile�.

          Ma qualche critica a Prodi arriva anche dalla sua maggioranza: �� sempre pi� necessario al governo, all’Unione, e soprattutto al Paese, respingere i diktat conservatori e illiberali della sinistra estremista e massimalista� ha osservato ieri il segretario radicale Daniele Capezzone.

            A. Bac.