Lavoro, arriva la sanatoria per gli immigrati irregolari

05/09/2002


GIOVEDÌ, 05 SETTEMBRE 2002
 
Pagina 9 – Interni
 
LA QUESTIONE IMMIGRATI
 
Lavoro, arriva la sanatoria per gli immigrati irregolari
 
Sarà estesa ai contratti a tempo, Maroni non ci sta
 
 
 
Ma la Lega insorge: "In questo modo incoraggiamo gli sbarchi dei clandestini"
Domani il sì di Palazzo Chigi. Pronte le norme per le impronte digitali
 
GIOVANNA CASADIO

ROMA – Retromarcia sulla sanatoria per gli immigrati: non sarà necessario che abbiano il posto fisso. Il governo sta ripensandoci; anzi, la linea uscita da una lunga riunione, ieri mattina a Palazzo Chigi, a cui ha partecipato anche Gianni Letta, è stata quella di prevedere nel decreto-regolarizzazione che sarà presentato in consiglio dei ministri domani (e che completa la legge Fini-Bossi sull´immigrazione) «maggiore flessibilità». In altri termini, basta che l´imprenditore assicuri il contratto di lavoro per un anno o al massimo dichiari l´assunzione con un contratto di formazione biennale.
Ma la flessibilità in fatto d´immigrazione piace poco al ministro del Welfare, Bobo Maroni e, ancor meno, al leader leghista e ministro per le Riforme, Umberto Bossi. Tanto che la formulazione del decreto, da tempo pronto per l´ok del consiglio dei ministri, è stata discussa e rivista decine di volte nell´ultima settimana. I testi sul tavolo ieri erano ben tre. I leghisti infatti si sono irrigiditi, insofferenti per la maxi sanatoria di lavoratori extracomunitari clandestini. E impressionati anche dalle lunghe file alle poste dove colf e "badanti" senza permesso di soggiorno sono andati a ritirare personalmente i kit per la regolarizzazione: in una settimana, da mercoledì scorso ne sono stati distribuiti secondo i dati del Viminale, circa 800 mila.
Non solo, l´ondata massiccia di arrivi sulle coste italiane sarebbe da collegarsi anche al tam-tam della regolarizzazione, facile da ottenere trovando un datore di lavoro compiacente. È questo uno degli argomenti del ministro Maroni per chiedere (anche questo è scritto nel decreto legge di domani) che le condizioni di sanatoria siano più restrittive. Ad esempio, occorre dimostrare che l´immigrato lavora davvero in Italia già da tre mesi e in modo continuato.
«A me, che sono una persona ragionevole, un contratto di lavoro di un anno per l´extracomunitario che lavora "in nero" in un´impresa va bene lo stesso. E non credo che far dimostrare a una colf o badante di essere in Italia da almeno tre mesi risolva granché, tranne arricchire chi fa documenti o attestazioni false», ragiona il ministro centrista, Carlo Giovanardi. Gli elementi per nuovi dissidi nella coalizione di governo ci sono tutti; ancora stamani una riunione dovrà scegliere la formulazione definitiva per il decreto legge, se occorre «un contratto di lavoro a tempo indeterminato», come vuole Maroni, o basta l´impegno a un anno.
Ciascun ministro tuttavia cerca di mantenere bassi i toni della polemica; nel vertice della Casa delle Libertà al ritorno dalle ferie, il premier Berlusconi non ha raccomandato altro: «Troppe chiacchiere, troppe polemiche, occorre serrare le fila». Sanare gli immigrati "in nero" nelle imprese è stato sin dall´inizio un boccone difficile da far digerire alla Lega Nord, che ha bloccato in Parlamento l´emendamento alla legge Bossi-Fini presentato dal presidente della commissione Attività produttive, il centrista Bruno Tabacci che la prevedeva. Infine, dopo trattative e mediazioni, la soluzione del decreto. Per il quale i tempi erano strettissimi, dovendo procedere di pari passo con la mini sanatoria per colf e "badanti", questa sì inserita nella Bossi-Fini.
Il decreto che sarà varato domani contiene inoltre le regole d´attuazione per la schedatura delle impronte digitali. Saranno prese entro un anno dalla concessione del permesso di soggiorno o in occasione del rinnovo. Anche gli italiani dovranno lasciare la loro impronta ma sulla carta d´identità elettronica, cioè entro i prossimi quattro anni.