Lavoro all’insegna della flessibilità

31/10/2002

1- Lavoro all’insegna della flessibilità
2- Le principali novità

ItaliaOggi (Diritto & Fisco)
Numero
258, pag. 25 del 31/10/2002
di Daniele Cirioli


Via libera della camera alla legge delega. Cambiano le ispezioni e spazio al collocamento privato.
Lavoro all’insegna della flessibilità

Sì ai contratti a chiamata e occasionali. Più ampio l’interinale

Mercato del lavoro a flessibilità estrema. Grazie alla revisione del collocamento, che concede più spazi all’iniziativa privata riabilitando la somministrazione del lavoro anche a tempo indeterminato, e l’introduzione del lavoro a chiamata e di quello occasionale, infatti, liberalizzano il mercato del lavoro. Nuove regole, inoltre, per le ispezioni sul lavoro che dovranno rendere più stringente la lotta al lavoro nero e prevenire le controversie individuali di lavoro. Il nuovo sistema d’ispezione sarà improntato alla prevenzione e promozione all’osservanza degli obblighi previdenziali, del rapporto di lavoro e del trattamento retributivo e a sovrintenderlo ci sarà un’apposita direzione generale, da costituire presso il ministero del welfare, con il compito di garantire maggiore efficienza alle visite ispettive. Queste le principali novità contenute nel ddl delega sulla riforma del mercato del lavoro, che ieri ha ricevuto il via libero dalla camera. Il provvedimento torna ora al senato per la terza lettura.

Maggiore flessibilità. Riforma del collocamento, nuovi criteri per il lavoro/formazione e revisione dei contratti di lavoro: questi i cardini su cui si fonda la riforma del mercato del lavoro. Il provvedimento, infatti, punta innanzitutto a rendere più efficiente il sistema d’incontro tra domanda e offerta di lavoro: il collocamento, che perde ogni prerogativa di appartenenza al sistema pubblico e spalanca l’accesso agli intermediari privati. In secondo luogo, il ddl provvede a definire i principi per il riordino dei contratti a contenuto formativo, puntando sul rafforzamento degli incentivi che dovranno essere anche più immediati, soprattutto con riferimento all’apprendistato e al tirocinio al fine del subentro nell’attività d’impresa.

Ispezioni, più efficienza. Nuova riforma per le coop. Il provvedimento licenziato ieri dalla camera contiene alcune novità, rispetto al testo passato dal senato. Tra le modifiche apportate, prima di tutto, c’è una nuova delega al governo per la riforma delle funzioni ispettive: il nuovo sistema d’ispezione, che riguarderà tutte le strutture di controllo e vigilanza sul lavoro, avrà una struttura piramidale al cui coordinamento verrà costituita un’apposita direzione generale presso il ministero del lavoro. Le finalità fondamentali saranno due: lotta al nero e prevenzione delle controversie individuali di lavoro. Un’altra modifica apportata a Montecitorio riguarda le coop che ottengono una nuova riforma della disciplina appena entrata in vigore sul socio lavoratore. Tra l’altro, è disposto che le cooperative potranno provvedere fino alla fine dell’anno prossimo a dotarsi dei regolamenti interni sulla tipologia dei rapporti di lavoro.

Il riordino dei contratti di lavoro. La parte più incisiva sul mercato del lavoro sarà, senza dubbio, il riordino delle tipologie di rapporti di lavoro, la cui attuazione dovrebbe arrivare entro l’anno prossimo. Riguardo alle prestazioni cosiddette discontinue o a intermittenza, viene disciplinata la possibilità per il lavoratore di garantire al datore di lavoro la propria disponibilità allo svolgimento di attività lavorative ´a chiamata’ in cambio di un’indennità di disponibilità. Le prestazioni discontinue e/o intermittenti andranno individuate dai contratti collettivi di lavoro siglati da associazioni sindacali e dei datori di lavoro comparativamente rappresentativi su scala nazionale o territoriale, e saranno comunque non vincolanti per i lavoratori, che potranno anche rifiutarsi di rispondere alla chiamata del datore di lavoro ma, in tal caso, perderanno di conseguenza il diritto all’indennità. Relativamente alle tipologie dei contratti di lavoro a termine e interinale (che sono forme di lavoro temporaneo), ci sono da attendere due novità fondamentali: tali forme di assunzioni varranno anche per soddisfare le quote collocamento obbligatorio e, in secondo luogo, verrà completata l’estensione al settore agricolo del lavoro interinale. Le co.co.co. acquisteranno criteri specifici di qualificazione: la durata della collaborazione e l’entità dei compensi pattuiti, infatti, sono individuati quali elementi discriminanti per il riconoscimento di tale forma di rapporto di lavoro. Il ddl, in tal caso, stabilisce che con riferimento alle co.co.co. siano identificati dei criteri temporali di durata della prestazione e/o dei criteri economici di ammontare del corrispettivo che siano rilevanti ai fini della differenziazione di tale fattispecie contrattuale di lavoro rispetto alle collaborazioni di natura meramente occasionale. Il provvedimento, inoltre, prevede la loro riconduzione a uno o più progetti o programmi di lavoro o fasi di esso.

In merito al lavoro occasionale, la delega sancisce dei principi, in una forma molto generica, che riguardano l’ammissibilità di prestazioni di lavoro ´occasionale e accessorio’ in generale e con particolare riferimento a opportunità d’assistenza sociale, rese a favore di famiglie e di enti con e senza fine di lucro. La delega, infine, s’interessa del job sharing o lavoro ripartito, prevedendo l’ammissibilità di prestazioni ripartite fra due o più lavoratori.

Le reazioni. Per il ministro del welfare, Roberto Maroni, Montecitorio ieri ha licenziato ´la più importante riforma del mercato del lavoro degli ultimi 30 anni’. E per Domenico Benedetti Valentini (An), presidente della commissione lavoro della camera, la maggioranza in aula ´ha fatto un buon lavoro’. Contrari alla riforma, invece, i deputati dell’Ulivo. Per Natale Ripamonti (Verdi), ´con la precarizzazione del lavoro l’Italia si avvicina al Terzo mondo’. Dal lato delle imprese, invece, particolarmente soddisfatto è Luigi Marino, presidente di Confcooperative. ´L’emendamento approvato dalla camera apre la strada all’applicazione effettiva della legge sul socio lavoratore’, ha spiegato Marino, ´e quindi a un contributo maggiore delle cooperative all’occupazione’. Sul piede di guerra, invece, Confinterim, l’associazione delle società di lavoro interinale. ´La delega viola le regole sulla libera concorrenza, perché l’intermediazione viene estesa ad associazioni senza fini di lucro, enti bilaterali e università’, dice il presidente, Enzo Mattina, secondo il quale ´si può ricorrere alla Corte Ue’.

Le principali novità

Collocamento privato
L’articolo 1 della delega sul lavoro da il via libera agli intermediari privati
nella gestione della domanda e offerta di lavoro. Potranno rivestire questo
ruolo enti pubblici e privati, compresi organismi bilaterali, università
e consulenti del lavoro. Nell’elenco sono comprese le società di lavoro
interinale, per le quali cade il vincolo dell’oggetto esclusivo. La riforma
dei servizi privati si affiancherà a quella del collocamento pubblico,
contenuta in un dlgs già varato dal governo, e alla creazione del Sistema
informativo del lavoro, in modo da creare una «borsa del lavoro».
Ramo d’azienda
Sempre l’articolo 1 recepisce gli accordi del Patto per l’Italia in tema
di ramo d’azienda. Le imprese dovranno osservare le direttive Ue
sul mantenimento dei diritti dei lavoratori, in caso di appalto all’esterno
di un ramo dell’attività. E dovranno dimostrare l’autonomia funzionale
dell’attività che intendono esternalizzare.
Contratti di formazione
Il governo è delegato a riordinare i contratti a contenuto formativo,
stabilendo uno legame tra la frequenza di un corso e l’ottenimento
del sussidio di disoccupazione. L’obiettivo è «sostenere l’effettiva ricerca
di un posto di lavoro».
Part-time
L’articolo 3 delega il governo a rendere più flessibili le norme sull’orario
di lavoro nel part-time, eliminando alcune restrizioni imposte dalle norme
vigenti, come sugli straordinari.
Contratti flessibili
L’articolo 4 prevede una serie di nuovi contratti: lavoro a chiamata, lavoro
a progetto, job sharing (lavoro condiviso in due) e staff leasing. In più,
la razionalizzazione e disciplina dei contratti di lavoro temporaneo,
coordinato e continuativo, occasionale, accessorio e a prestazioni ripartite.
Con lo staff leasing sarà possibile affittare un intero staff di lavoratori,
anche a tempo indeterminato. Le co.co.co saranno circoscritte ai casi
di lavoro autonomo certificato. Mentre il lavoro occasionale riguarderà
solo rapporti di lavoro fino a 30 giorni nell’arco di un anno, salvo
che il compenso non sia superiore a 5mila euro.
Coop
L’articolo 4 bis delega il governo a riscrivere la disciplina delle coop
(legge 142/2001) dando maggiore preminenza al vincolo associativo
che lega il socio lavoratore alla coop, piuttosto che al contratto di lavoro.
E modulando, con regolamenti interni alle coop, i diritti sindacali previsti
dallo statuto dei lavoratori secondo le esigenze delle cooperative.
Le cooperative avranno tempo fino al 31 dicembre 2003 per definire
i regolamenti.
Certificazione
I rapporti di lavoro atipici saranno certificati «per ridurre il contenzioso
in materia di qualificazione dei rapporti di lavoro».
Ispezioni
L’articolo 7 bis delega il governo al riordino delle funzioni ispettive in materia
di previdenza e lavoro. Con l’accentramento di alcune funzioni
in una super-direzione al ministero del lavoro.
Pmi
I benefici normativi e contributivi per le imprese artigiane, commerciali
e del turismo, che rientrano nella sfera di applicazione degli accordi
e contratti di lavoro collettivi, è subordinato all’intergrale rispetto degli accordi.

a cura di Teresa Pittelli