«Lavoro a tempo», salta l’incontro

03/05/2001

Il Sole 24 ORE.com

Giovedì 3 maggio 2001

    Il presidente degli industriali e la Cisl annunciano l’ok all’intesa senza altri summit

    «Lavoro a tempo», salta l’incontro
    ROMA Non avrà luogo l’incontro previsto domani in Confindustria per discutere ancora di contratti a termine. Lo ha annunciato ieri il presidente Antonio D’Amato precisando che questo ulteriore momento di trattativa era stato fissato per cercare di assicurare all’operazione il consenso della Cgil, che ha abbandonato già da tempo il tavolo di negoziato: dal momento, ha rilevato il presidente di Confindustria, che la Cgil non è disponibile a un nuovo incontro e che gli altri sindacati ritengono l’intesa raggiunta soddisfacente, un nuovo incontro è inutile.
    Era stato Sergio Cofferati in mattinata a sottolineare la sua indisponibilità a questo nuovo incontro. Si sapeva già da tempo che una nuova riunione era difficile, ma la scorsa settimana era parso possibile un nuovo abboccamento per una ulteriroe verifica delle posizioni. I problemi erano però subito riemersi, nella stessa formalità della convocazione della riunione. Confindustria aveva indicato il 3 maggio, cioè oggi, ma una convocazione formale non era mai partita da Viale dell’Astronomia verso la Cgil. E del resto nemmeno questo sarebbe bastato, perché la Cgil gradiva negoziare la possibile data di incontro.
    «Noi — ha sottolineato polemicamente Cofferati — non siamo avvezzi a essere convocati, gli incontri li concordiamo». Di qui la sensazione precisa che ogni riunione sarebbe risultata inutile. Del resto, anche da parte degli altri sindacati si era manifestata una precisa ritrosia a nuovi incontri, che avrebbero creato solo ulteriori difficoltà. La Uil di Luigi Angeletti lunedì scorso aveva dichiarato di riconoscersi pienamente nell’accordo raggiunto e proprio per questo di non condividere l’opportunità di un incontro definitivo per le firme.
    «Siamo già d’accordo su quel testo — aveva detto Angeletti — non lo dobbiamo modificare, è meglio dedicarsi a un possibile allargamento del consenso». E anche Savino Pezzotta ieri si è espresso in termini analoghi. «Ormai — ha detto il segretario della Cisl — il confronto è concluso, c’è un documento minimo nel quale noi ci riconosciamo, adesso vedremo come utilizzarlo e come trasmetterlo al Governo o meno».
    Molto più critico il presidente della Confcommercio che non ha voluto partecipare all’ultima fase dei lavori sull’intesa (come anche Abi, Ania, alcune delle organizzazioni artigiane, la Lega coop e la Confapi) e tuttora ritiene inesistente qualsiasi accordo. «A oggi — ha detto Sergio Billè — non esiste un’intesa, né soprattutto qualcosa che accomuni le parti che devono stare assieme per fare un accordo».
    Giovedì 3 Maggio 2001
 
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