Lavoro a tempo: Imprese pronte a trattare con tutti

20/04/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Lavoro a tempo
    In una lettera le 17 associazioni datoriali confermano l’incontro con i sindacati senza esclusioni

    Imprese pronte a trattare con tutti
    Le aziende bocciano all’unanimità i diktat di metodo della Cgil, che replica: senza novità oggi non saremo al tavolo
    Lina Palmerini
    ROMA Le imprese rilanciano il tavolo sui contratti a termine aprendo a tutti la trattativa ma esprimono un «no» secco, all’unanimità, contro i metodi sindacali della Cgil. L’ultimo colpo di scena di ieri è una lettera delle 17 associazioni datoriali che, con ritrovata sintonia, si dicono pronte al dialogo con Cgil, Cisl e Uil ma respingono le condizioni "preventive" poste dal sindacato di Cofferati per tornare al tavolo. Confermano, quindi, che l’incontro ci sarà e, come previsto, si affronteranno tutti i nodi del negoziato. Resta da vedere se la sedia di corso Italia alla fine resterà vuota, come annunciava ieri sera una Cgil ancora insoddisfatta per le risposte «elusive» delle imprese. «Dopo questa ultima lettera — ha replicato in tarda serata Beppe Casadio, segretario confederale Cgil — ci riserviamo, oggi, di dare una risposta ufficiale sulla nostra presenza al tavolo. Credo però che nulla sia mutato rispetto a quanto già detto e scritto: riprenderemo il confronto solo se ci saranno novità su quei punti che noi riteniamo essenziali per il negoziato».
    Ma proprio sulle tre questioni poste dalla Cgil, il fronte delle imprese ha ritrovato compattezza anche se la prova del nove ci sarà oggi: dalle assenze e presenze al tavolo si potrà capire meglio il clima. Ieri, comunque, con una lettera firmata da tutte le 17 associazioni e inviata a Beppe Casadio, si esprime il dissenso sugli ultimi passi decisi dalla confederazione di corso Italia. «L’insistenza — si legge nella lettera — affinchè le confederazioni datoriali dichiarino preventivamente ed esplicitamente la disponibilità a recepire le proposte della Cgil, prefigura un metodo che non rientra nelle normali regole di relazioni sindacali e rischia di ostacolare il costruttivo svolgimento del negoziato».
    Insomma, le imprese sbarrano la strada a quelli che vengono giudicati metodi negoziali "irrituali" inaugurati dalla Cgil che nei giorni scorsi, e ancora ieri, voleva incassare, prima di trattare, i sì su alcune questioni giudicate essenziali. «In ogni caso — si chiude la lettera — confermiamo che la riunione del 20 aprile è per noi dedicata al confronto sulle osservazioni e sulle proposte presentate da tutte le organizzazioni sindacali». Porte aperte a tutti, quindi, ma niente via libera "a priori".
    Naturalmente questo è solo un altro passaggio nella complicata vicenda dei contratti a termine che lascia ancora spazio a esiti diversi. Un finale ancora al buio che va dalla firma di un accordo separato già oggi, a un’intesa che invece potrebbe essere fatta subito dopo il primo maggio, giornata che vede insieme e vicini i tre sindacati nella giornata dedicata al lavoro, a un rinvio di tutta la partita a dopo il 13 maggio.
    La giornata di ieri comunque è stata segnata anche dai nuovi botta e risposta tra Cgil e imprese, parzialmente superati dalla novità della lettera delle 17 associazioni datoriali arrivata alla Cgil solo in tarda serata. In mattinata, infatti, la Confindustria aveva scritto alla Cgil invitandola a sedersi di nuovo al tavolo di trattativa e promettendo chiarimenti sulle tre condizioni poste dal sindacato di Cofferati ma in sede di negoziato. La Cgil, a quest’invito, aveva risposto: non saremo al tavolo, le risposte delle imprese sono ancora «elusive».
    In particolare Beppe Casadio ha ribadito: «Le condizioni che chiediamo e il nostro metodo sindacale non possono essere giudicati astrattamente: la trattativa è durata quasi un anno e l’abbiamo chiusa su quei punti ancora oggi in discussione. Non alteriamo le regole, semplicemente poniamo delle questioni, in assenza delle quali, non saremo al tavolo del negoziato».
    Ma il clima con gli altri sindacati resta teso. «Noi al tavolo ci saremo — ha detto Fabio Canapa segretario confederale Uil — e andiamo per trattare, vediamo chi sarà con noi e poi giudicheremo ma non devono essere pregiudiziali di nessuno». Mentre la Cisl affonda: «I tre punti posti dalla Cgil — ha detto Raffaele Bonanni — sono stati già chiariti: è improponibile che si riprenda a discuterne».
    I riflettori sono puntati sul tavolo di oggi sulle assenze e presenze ma soprattutto sulle valutazioni successive. Al centro resta la vera posta in gioco: se sia possibile o meno fare accordi separati e, soprattutto, se sia possibile farli alla vigilia di queste elezioni.
    Venerdì 20 Aprile 2001
 
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