Lavoro a tempo, Cgil contro tutti

07/03/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Cofferati accusa Confindustria: vuole il suicidio del sindacato – Pezzotta replica: è il leader di Corso Italia a indebolire le confederazioni

    Lavoro a tempo, Cgil contro tutti
    Del Turco: rischia di isolarsi – Cisl, Uil e 17 associazioni imprenditoriali scrivono al Governo: più tempo per l’accordo
    Lina Palmerini www.ilsole24ore.com/lavoro
    CROMA È il giorno della caccia al colpevole. Sergio Cofferati accusa la Confindustria di volere «il suicidio del sindacato» mentre il leader della Cisl, Savino Pezzotta, punta il dito contro la Cgil responsabile di «indebolire il sindacato». Lo scenario è sempre quello dei contratti a termine: una trattativa avviata la scorsa estate tra sindacati e 17 associazioni datoriali per esprimere un avviso comune in vista del recepimento della direttiva europea sul contratto a tempo determinato. Un negoziato che lunedì ha avuto il suo ultimo colpo di scena, cioè l’abbandono del tavolo da parte della Cgil mentre Cisl e Uil hanno preferito continuare a trattare con le imprese. Una volontà manifestata proprio ieri attraverso una lettera spedita al ministro del Lavoro, Cesare Salvi, per chiedere di dare più tempo al negoziato. L’intesa senza la Cgil sembra ormai vicina visto che è appesa solo a un punto: il rinvio alla contrattazione per la definizione delle percentuali massime a disposizione delle imprese per i contratti a termine.
    Si attende per questa settimana un incontro tra il ministro del Lavoro e le diverse parti sociali, dopo che Salvi da Bruxelles (vedi articolo sotto) ha ritagliato per sè il ruolo di mediatore dichiarando di non volersi rassegnare alla rottura tra le parti. Ma a tirare in ballo il ministro Salvi è soprattutto la Cgil. «Non si tratta di chiedere un atto d’imperio — ha detto Sergio Cofferati — ma un atto dovuto. Sono le regole europee a stabilire che il governo debba decidere le modalità, i contenuti per il recepimento se la direttiva non viene considerata come materia che produce un avviso comune». Insomma, per Cofferati non ci sono più margini per un avviso comune, anzi, la trattativa in corso viola perfino i principi comunitari. «Non c’è nessuna ragione — ha detto — e non ci sono più le condizioni perchè un confronto serio prosegua. Noi lo abbiamo considerato concluso. È passato un anno e si insiste con una proposta lesiva della direttiva europea che raccomanda il partenariato sociale mentre Confindustria propone di fare un accordo nel quale il sindacato rinunci a contrattare sulle causali».
    «La Cgil rischia l’isolamento», ha avvertito ieri il ministro delle Finanze, Ottaviano Del Turco. E in realtà, il tavolo della trattativa da cui si è sfilato il sindacato di Cofferati è condiviso da 17 associazioni datoriali tra cui Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confcooperative e Lega nazionale delle cooperative, ma anche da Cisl e Uil che infatti rilanciano le accuse a Cofferati difendendo la loro volontà di andare avanti nel negoziato. «Noi — ha detto Savino Pezzotta, leader della Cisl — proseguiamo la trattativa perchè riteniamo ci siano spazi per verificare fino in fondo le volontà di Confindustria. La Cgil ha abbandonato il tavolo e ha indebolito la forza del sindacato nei confronti delle parti padronali. È una scelta che non condividiamo e speriamo sia modificata».
    Non solo sul merito, le differenze tra sindacati si fanno sentire anche sul metodo, cioè sul tipo di intervento chiesto a Salvi. «Credo che il Governo — ha detto ancora Pezzotta — faccia bene a non intervenire lasciando alle parti il compito di trovare un indirizzo comune. Cisl, Uil e associazioni datoriali hanno spedito una lettera al ministro del Lavoro perchè non intervenga nel confronto e lasci che la trattativa prosegua». Smussa i toni Luigi Angeletti, leader della Uil, all’indomani dell’appello all’unità sindacale. «Abbiamo opinioni diverse — ha detto — su un problema molto circoscritto. La nostra lettera rappresenta lo stato della trattativa, il punto in cui siamo arrivati che non è ancora conclusivo perché la Confindustria ci deve dare delle risposte. È opportuno che il Governo esprima un’opinione di merito e che si ristabilisca così una qualche forma di concertazione». Una speranza già fallita durante il pranzo di lunedì tra i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil: «Ma non sempre i pranzi sono risolutivi. E poi — ha ribattuto Cofferati — le diversità sono davanti agli occhi di tutti».
    Ma sono soprattutto davanti agli occhi di Salvi a cui è arrivata la lettera di imprese e Cisl e Uil in cui si chiede una proroga dei tempi a disposizione per poter proseguire il confronto sui contratti a termine perchè «la ricerca di un’intesa sindacale sulla materia — si legge nella lettera — è un valore che va perseguito».
    Mercoledì 7 Marzo 2001
 
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