«Lavoro, 75 mila posti dai contratti di inserimento»

12/02/2004



giovedì 12 febbraio 2004
Intesa tra sindacati e Confindustria per l’attuazione della legge Biagi. Sostituiranno la formazione

«Lavoro, 75 mila posti dai contratti di inserimento»

      ROMA – Possono partire i contratti di inserimento previsti dalla riforma Biagi. Sostituiranno i vecchi contratti di formazione lavoro, aboliti dopo le censure della commissione europea. Secondo stime del ministero del Lavoro, attraverso questo nuovo canale di accesso al lavoro potranno ottenere un’occupazione almeno 75 mila persone all’anno. Non solo giovani. Infatti, la novità dei contratti di inserimento è che essi possono riguardare anche i lavoratori con più di 45 anni che hanno perso il posto. A rendere possibile la concreta attuazione della riforma è l’accordo interconfederale firmato ieri presso la Confindustria. Vi hanno aderito tutte le associazioni imprenditoriali e tutti i sindacati, compresa la Cgil, che ha condotto un’aspra battaglia contro la legge Biagi. Il contratto di inserimento dura da 9 a 18 mesi e può essere stipulato da enti pubblici, imprese e gruppi di imprese, consorzi, associazioni professionali, socio-culturali e sportive, fondazioni, enti di ricerca pubblici e privati. Ma a condizione che sia definito un progetto individuale di inserimento del lavoratore con un minimo di ore di formazione garantito. Tre le categorie di destinatari: i giovani tra i 18 e i 29 anni, i disoccupati di lunga durata fino a 32 anni e appunto gli ultraquarantacinquenni. Assumendo persone che hanno perso il lavoro le aziende beneficeranno di sgravi contributivi. Dando un’occupazione ai giovani potranno invece inquadrarli fino a due livelli sotto quanto previsto dal contratto.
      Soddisfatta la Confindustria, che osserva come l’intesa ribadisca «la centralità dell’autonomia negoziale» nell’attuazione della riforma Biagi. Con l’accordo di ieri, dice la Confcommercio, «si risolve il problema del vuoto normativo determinatosi a seguito della eliminazione dei contratti di formazione lavoro». Articolato il giudizio della Cgil: «L’intesa opera avanzamenti significativi rispetto a un impianto legislativo sul quale ribadiamo il nostro giudizio radicalmente critico». Il sindacato di Guglielmo Epifani sottolinea che con i contratti di categoria si potrà aumentare il limite del 60% di conferme previsto dalla legge (le aziende possono accedere a nuovi contratti di inserimento solo se almeno il 60% dei precedenti è stato trasformato in assunzioni a tempo indeterminato). Raffaele Bonanni (Cisl) dice che il nuovo istituto si rivolge «soprattutto alle fasce più deboli del mercato del lavoro». Soddisfatto anche il sottosegretario al Lavoro Maurizio Sacconi, che ha portato avanti l’opera del giuslavorista Marco Biagi ucciso dai terroristi. Oggi l’associazione «Amici di Marco Biagi» si ritroverà in un convegno a Roma per riflettere sui venti anni trascorsi dall’accordo di San Valentino (14 febbraio 1984), che cambiò il corso delle relazioni sindacali.
Enrico Marro


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