“Lavoro 5″ L’assillo del fine mese

01/02/2005

    martedì 1 febbraio 2005

      Pagina 15

        Inchiesta

        Come cambia il lavoro

        L’assillo del fine mese
        Che cosa pensano i lavoratori delle loro attuali buste paga? Bastano per vivere? Le risposte raccolte nell’inchiesta dicono che l’insoddisfazione naturalmente varia a seconda di dove lavori. E di che contratto hai.

        Molti ce la fanno, ma con sacrifici, altri vivendo nella famiglia di origine senza la possibilità di sostenere un progetto di vita, formare una famiglia.
        Gli operai vedono così prevalere un atteggiamento di soddisfazione “condizionata” (38%), ma ben il 28% non ritiene il proprio salario sufficiente per vivere.

        Una soddisfazione salariale netta è presente invece, tra i dirigenti (80%) e i quadri (60%).
        Cambia tra gli impiegati dove gli ampiamente soddisfatti sono il 34% per cento ma altrettanti sono coloro che ritengono di potercela fare solo facendo sacrifici. In particolare, per le categorie di operai ed impiegati la distribuzione delle retribuzioni viene caratterizzata da una consistente dispersione, che determina all’interno di ciascuno di questi gruppi, anche se in misura maggiore tra gli impiegati, la presenza di “disuguaglianze” più consistenti che in passato. L’assillo del fine mese, poi, si concentra tra i lavoratori con contratto interinale


        Se il salario è femmina
        Non è scomparsa la forbice tra le buste paga degli uomini e quelle delle donne. Le differenze per sesso sono sempre nettissime, malgrado le grandi battaglie fatte per merito soprattutto del movimento delle donne in tutti i campi. Una metà delle donne (49.6%) non supera i 1000 euro, contro il 26.9% dei maschi.
        La fascia "intermedia", tra i 1000 e i 1500 euro, tra i maschi costituisce la maggioranza assoluta (51.1%), nelle donne è il 39.6%. Oltre i 1500 euro si colloca il 21.5% dei maschi e il 9.3% delle donne (e, più specificatamente, oltre i 2000 euro le percentuali sono rispettivamente del 7.6 e del 2.7%). Altrettanto notevoli rimangono le differenze per età.

        Lavoro mio, ti amo
        Alla maggioranza, (79.1%), malgrado le difficoltà e i disagi, il lavoro piace "molto o "abbastanza" e solo al 20.3% piace poco o per niente. Forse anche perché oggi il lavoro vede un peso crescente della "dimensione intellettuale