Lavoro 3 – Ecco l´operaio a chiamata e il posto diviso a metà

09/06/2003

sabato 7 giugno 2003

 
 
Pagina 3 – Economia
 
 
Tutte le novità del decreto. I parasubordinati pagheranno un´aliquota del 19 per cento
Ecco l´operaio a chiamata e il posto diviso a metà

Addio co.co.co: lavoreranno a progetto
          Staff leasing esteso a quindici categorie: dal facchinaggio alla ristorazione


          ROMA – Molti italiani non hanno neppure imparato il significato della loro sigla identificativa e i co.co.co sono già scomparsi. Con il decreto attuativo della legge delega di riforma del mercato del lavoro il governo spazza infatti via i «collaboratori coordinati e continuativi». Scompare quella figura ibrida del parasubordinato, metà lavoratore autonomo e metà lavoratore dipendente, più questo che quello in verità. Entro la fine dell´anno, poi, gli eredi dei co.co.co, cioè i lavoratori autonomi chiamati a lavorare «a progetto», vedranno aumentare la loro aliquota contributiva dal 12 al 19%. Ma rivediamo, una per una, le nuove tipologie contrattuali, che rischieranno tra l´altro – per la frantumazione del mercato che ne deriva – di ridurre il potere di rappresentanza dei sindacati.
          Lavoro a chiamata. È il job on call o «intermittente»: il lavoratore dà la sua disponibilità a prestare lavoro nell´arco di un tempo predefinito, ma l´azienda può limitarsi a utilizzarlo soltanto per un numero limitato di giorni, a secondo dei picchi produttivi e delle necessità, avvertendolo con un preavviso di sole 48 ore. Il lavoratore riceve un´indennità mensile di disponibilità.
          Lavoro in affitto. C´è già, grazie alle agenzie interinali, ma ora potrà essere stipulato anche a tempo indeterminato per lavori tipo facchinaggio, vigilanza, consulenza informatica, assistenza e cura alla persona, ristorazione, trasporto, gestione biblioteche, consulenza direzionale, attività di marketing, gestione call center.
          Lavoro a progetto. Subentra ai contratti di lavoro parasubordinato nei confronti degli ex co.co.co che scelgono il lavoro autonomo. La collaborazione riguarda esclusivamente un progetto definito con una precisa scadenza temporale.

          Lavoro ripartito. «Due o più lavoratori – si legge nel decreto attuativo – assumono in solido l´adempimento di un´unica e identica obbligazione lavorativa». Il lavoro dimezzato comporta ovviamente il dimezzamento del salario.
          Lavoro occasionale. Baby sitter o infermiere saranno pagati dalle famiglie con dei voucher acquistati dalle agenzie per lavori cosiddetti occasionali.
          Part time. Sarà potenziato il part time: non solo quello che, a fronte di una decurtazione dello stipendio, prevede meno ore nella giornata, ma anche quello in cui si lavora otto ore ma per tre o quattro giorni settimanali.
          Collocamento. Viene liberalizzato. I privati potranno fare collocamento, ricerca e selezione, orientamento e formazione, somministrazione di lavoro, attraverso le «agenzie per il lavoro» (in pratica, un enorme regalo alle agenzie interinali). Anche i Comuni potranno fare collocamento con particolare attenzione ai soggetti svantaggiati, così come le università. Gli enti bilaterali sindacati-imprenditori potranno svolgere servizi al lavoro. Arriva anche la borsa telematica del lavoro che consentirà di fare incontrare domanda e offerta.
          (r.d.g.)