“Lavoro 3″ E la società come cambia? (B.Ugolini)

31/01/2005

    lunedì 31 gennaio 2005

      Inchiesta

        Come cambia il lavoro

        La nuova sfida

        E la società come cambia?

        BRUNO UGOLINI

        La ricerca promossa dai Democratici di sinistra, da l’Unità, dalla Sinistra giovanile, in collaborazione con l’istituto di ricerca Swg è un importante contributo alla conoscenza delle trasformazioni verificatesi nel mondo del lavoro italiano in tutte le sue componenti. Numerosi studiosi – da Accornero a Rieser, da Carrieri a Piotto, da Fiorani a Giaccone, dalla Saltarelli alla Marella e a Pollastri – analizzano, nel ponderoso libro che raccoglie tutti i materiali, edito dalla Ediesse, i mutamenti intervenuti in questi anni. È una vasta documentazione che parla a molti. Non solo ai “soggetti” dell’indagine: operai, dirigenti, tecnici, impiegati, Co.Co.Co., lavoratori interinali. Costoro vivono sulla propria pelle giorno per giorno pene e soddisfazioni, quando ci sono. Quella che presentiamo è una mole di testi, di dati, d’elaborazioni che parlano anche a numerosi altri soggetti sociali e istituzionali: il governo, le associazioni imprenditoriali, i sindacati, gli ordini professionali, istituti spesso decisivi come gli istituti di credito, gli uomini politici magari intenti ad immaginare una trasformazione, un cambiamento d’aspetti decisivi dell’intelaiatura sociale.

        Vogliamo dire, in definitiva, che se c’è un mondo del lavoro che cambia, che è cambiato, questo dovrebbe spingere tutti a prenderne atto, a ripensare quanto è stato fatto, ad adeguare anche la propria azione e iniziativa. È l’incitamento ad uno sforzo innovativo, programmatico. Vogliamo cominciare dalle autorità di governo? Costoro dovrebbero uscire dai perenni toni propagandistici e preoccuparsi delle nuvole d’ira, d’angoscia, che si addensano nel pianeta lavoro e denunciano un crescente sentimento d’insicurezza.


        Non si tratta solo delle fasce dei lavoratori cosiddetti atipici, moltiplicati a dismisura dalle ultime norme del centrodestra e a cui sono spesso negati diritti e tutele. La flessibilità così come è stata concepita, senza reti di sicurezza, è diventata insopportabile. È chiamata però in causa, dalla ricerca, anche la parte centrale del lavoro occupato che rivendica certezze per il proprio posto di lavoro e per le proprie buste paga. Con salari che a molti non permettono di giungere a fine mese, se non con grandi sacrifici. E c’è un tema, quello del diritto primario legato alla formazione permanente, pilastro di uno sviluppo basato sulla qualità e non sul mero risparmio del costo del lavoro, per vincere le sfide competitive.


        Qui la voce dovrebbe passare alla Confindustria di Luca di Montezemolo, alla vigilia d’importanti rinnovi contrattuali, con in testa quello dei metalmeccanici. Non si può essere ciechi e non vedere che cosa è successo nei bilanci delle famiglie operaie. Per cercare una soluzione. Così come «il lavoro che cambia» parla anche alle Confederazioni sindacali, oggi più forti nella ritrovata unità. L’inchiesta, ad esempio, accenna ad una dispersione salariale, ad aumenti economici spesso elargiti unilateralmente dagli imprenditori, al venir meno di un’autorità salariale, di un bisogno di riforma contrattuale. Così come parla dei tanti che magari stanno in fabbrica, portano la stessa divisa dei detentori di un posto fisso, fanno lo stesso lavoro e hanno condizioni e diritti diversi. Il sindacato è chiamato, dunque, a rinnovare la propria presa, la propria iniziativa.


        Molti altri dovrebbero entrare in questa logica di cambiamento. Mutano orari e sistemi nel lavoro, ma spesso resta immutato tutto il resto. Vogliamo parlare delle banche che negano i mutui a chi ha un contratto a termine? O di certi Ordini professionali spesso intenti ad agire come barriere anti-lavoro?


        Quella che presentiamo qui, in definitiva, non è una semplice denuncia, una testimonianza destinata a lasciare il tempo che trova, un atto di propaganda. È uno studio serio per permettere a chi può di trarne suggerimenti, indicazioni, modi di agire. Per ridare al mondo del lavoro quel ruolo primario che ha esercitato nel passato e che oggi, col centrodestra, si tenta di limitare, offuscare, rendere inerte.

        Domani nella seconda parte
        dell’inchiesta verrà analizzato
        il rapporto tra lavoro e politica