Lavoro 2 – Il mistero dei posti moltiplicati

09/06/2003

sabato 7 giugno 2003

 
 
Pagina 2 – Economia
 
 
IL CASO
Secondo l´Istituto di statistica la nuova occupazione da inizio legislatura è ferma a 451 mila

Il mistero dei posti moltiplicati

il premier anticipa anche l´Istat
          LUISA GRION


          ROMA – Ma quanti sono i posti di lavoro creati dal governo Berlusconi? Dipende da quale mese si fa partire il conteggio e da quale indagine s´intende utilizzare come base. Dipende anche da quale dichiarazione del premier si vuole prendere per buona, visto che le cifre fornite negli ultimi mesi sono state diverse e contrastanti. Dipende insomma da molte variabili. Forse troppe, abbastanza comunque per parlare di un «piccolo giallo».
          Di sicuro le ultime cifre – quelle che ieri hanno attestato i posti già creati a 750 mila – non sono stati estratte dalle ricerche dell´Istat, l´unico istituto autorizzato a trasmettere i dati ufficiali a Bruxelles (che li utilizza nelle sue classifiche) e allo stesso governo (che li usa poi anche per fare i conti sul Pil).
          Secondo l´Istat infatti i posti di lavoro creati dal governo Berlusconi dall´inizio della legislatura al gennaio di questo anno (ultimo dato disponibile) sono 451 mila. In realtà così calcolando l´istituto fa un piccolo «regalo» al premier perché (per motivi di calcolo trimestrale) anticipa il suo «debutto» all´aprile del 2001, mentre invece il governo di centrodestra si è insediato solo nel mese di giugno dello stesso anno (partendo dal semestre successivo i nuovi posti sarebbero solo 110 mila, ma correttezza statistica vuole che si tenga sempre conto della fluttuazione stagionale e che non si escludano quindi dalle rilevazioni i primi mesi dell´anno). Comunque sia i conti non tornano. Certo, alla cifra, mancano i conteggi degli ultimi quattro mesi, ma allo stato attuale delle cose dal totale mancano 300 mila posti.
          Dunque, considerato il fatto che Berlusconi non ha tratto spunto dai dati ufficiali da dove nascono quei 750 mila posti? Molto probabilmente dalle stime Unioncamere. Le Camere di commercio, infatti – tramite il sistema Excelsior – conducono periodicamente indagini fra le aziende per vagliare le loro intenzioni rispetto alle nuove assunzioni. E´ una indagine molto dettagliata, ma basata appunto sul buono proposito dell´azienda ad espandersi. Quella dell´Istat, invece, seppure a sviluppo più lento è una foto meglio focalizzata perché l´istituto conduce la sua indagine a campione in 1400 comuni, su oltre 800 mila test, misurando solo l´occupazione effettiva. Ovvero i posti reali.

          Ora, appunto, per arrivare ad una risposta definitiva su quanta occupazione abbia creato il centrodestra forse sarà meglio aspettare le prossime rilevazioni dell´istituto. Resta però qualche perplessità. Lo stesso premier il 10 luglio del 2002 dichiarò che i posti di lavoro creati nel suo primo anno di governo erano stati circa 400 mila. Qualche mese più tardi, in agosto, si corresse e affermò che dall´inizio dell´anno i posti già creati erano stati 927 mila. Ieri il totale è sceso a 750 mila. E´ sì che il posto, come la matematica, non dovrebbe essere un´opinione.