Lavoro 2.0, il sindacato e i social network

03/12/2009

Le nuove frontiere della comunicazione discusse in un convegno promosso dalla Filcams Cgil.

Il sindacato ai tempi del social network. Una nuova sfida comunicativa. Si potrebbe riassumere così il convegno “Lavoro 2.0” promosso dalla Cgil di Parma tutto rivolto alle nuove sfide che arrivano dal web. Un mondo che anche le sigle sindacali devono imparare ad utilizzare, specie per quanto riguarda l’importante tema della comunicazione.
A promuovere l’iniziativa è stata la Filcams-Cgil, una delle sigle, come spiegato dal segretario Francesca Balestrieri, più vicina a quelle nuove professioni dove è più difficile non solo praticare l’a ttività sindacale, ma anche spiegarne il suo ruolo. Si tratta per lo più del settore della comunicazione: la giovane età dei lavoratori, il part-time e le nuove forme di organizzazione del lavoro rendono infatti più difficile svolgere la tradizionale azione delle sigle sindacali.
“E’ nata – spiega – la necessità di una riflessione sui nuovi strumenti di comunicazione, come Youtube, Twitter, Facebook e quel mondo dei social network per poter sviluppare nuove forme di linguaggio per riuscire a parlare a tutti i lavoratori”. La Balestrieri ricorda esperienze di successo all’estero, dalla creazione di un autentico sindacato virtuale su Second Life (Second Island) ad opera di una rete internazionale di sigle (tedesche, inglesi, francesi ed italiane), al primo sciopero virtuale avvenuto in Ibm. La Balestrieri ha anche fatto notare, prendendo a modello la campagna elettorale di Barack Obama (dove il web ha avuto un ruolo importante) la necessità di utilizzare anche un linguaggio di tipo pubblicitario, che colpisca i giovani e spieghi loro le funzioni del sindacato, come uno
spot realizzato dal sindacato inglese Ituccsi, divenuto subito popolare su Youtube.
Ma anche in Italia qualcosa sta cambiando. Al convegno sono infatti intervenuti alcuni rappresentatnti della Security Replay (ex Comunication Valley) autori dello sciopero sul web. Una scelta che ha avuto un forte impatto mediatico, spiega Andrea Donetti: “Siamo una piccola azienda, divisa in diverse città. Un semplice presidio di 30 persone non avrebbe avuto lo stesso effetto che ha portato invece la decisione di dare vita ad una comunicazione in tempo reale dello sciopero, coinvolgendo altri colleghi. Il web – spiega – aiuta a far arrivare la notizia, ma anche a conservarla per sempre, perché in internet ne resterà sempre traccia”. Si tratta conclude “di un potere immediato e che dura nel tempo”.La sfida alle nuove frontiere della comunicazione sindacale è aperta.