«Lavoriamo per uno sciopero unitario»

08/02/2002

��Congresso Cgil





�Lavoriamo per uno sciopero unitario�

di�
Felicia Masocco


 Dopo Cofferati, dopo Angeletti e Pezzotta, i loro distinguo e le loro precisazioni in tema di sciopero generale, il momento e la risposta di Guglielmo Epifani, il vice che potrebbe diventare tra pochi mesi il numero uno e che nel frattempo non s’� risparmiato: entusiasmo e passione nell’esprimere le idee della Cgil, prove di temperamento e di intelligenza politica, di cautela, di moderazione ma anche di fermezza, insieme, nella replica ai sindacalisti ospiti e ancora alleati. Alla fine e durante il suo intervento molti applausi, a volte tantissimi, quasi un’ovazione. Qualcuno potrebbe dire una consacrazione a futura memoria del primo possibile segretario di provenienza socialista, un passato nelle file del Psi, laureato in filosofia, adesso iscritto ai Ds.
Il suo, � stato un fuori programma per rispondere a Pezzotta e ad Angeletti, proprio per marcare un impegno – obiettivo: �I lavoratori chiedono unit� e se saremo capaci di rimanere uniti raggiungeremo altri successi�. Subito incalzando: �Se il governo non cambia idea ci vuole lo sciopero generale. E la Cgil cercher� di farlo unitariamente�. Spiegando subito dopo : �Uniti abbiamo chiesto lo stralcio dell’articolo 18, uniti possiamo vincere sull’articolo 18 e sulla previdenza, se sapremo lottare con impegno e senza lanciare messaggi sbagliati. Se poi il risultato non si ottiene, faremo le nostre valutazioni, ma dopo. Perch� se � vero che l’unit� richiede compromesso, � altrettanto vero che quando si tratta di diritti e di dignit� non c’� spazio per mediazioni�.
Ma Epifani ha chiesto qualche cosa d’altro: coerenza, perch� �nelle piazze tutti e tre i segretari generali di Cgil Cisl e Uil hanno detto che il governo sta attaccando i diritti fondamentali dei lavoratori�. �Ora – ha voluto precisare – dobbiamo essere onesti con quei lavoratori e con noi stessi. E dopo che milioni di persone hanno scioperato e manifestato nelle piazze di tutta Italia, se il governo insiste nelle sue posizioni diventa impossibile fare marcia indietro. E sono convinto che se saranno chiamati allo sciopero generale anche i lavoratori del pubblico impiego saranno in piazza per difendere i diritti di tutti i lavoratori�. Quindi ancora una domanda per precisare la posizione del suo sindacato: �La Cgil � pronta a scendere in piazza da sola? �. La risposta � stata chiara: �Talvolta lo sciopero � ineluttabile�.
Con un richiamo estremamente significativo, un riconoscimento ai metalmeccanici, alla Fiom, che da sola aveva avuto il coraggio di scioperare.
Sono stati messaggi e propositi che hanno infiammato la platea.

L’intervento del numero due, che diventer� numero uno, ha rianimato il popolo dei delegati, dopo la delusione che aveva percorso il palacongressi insieme con le parole dei segretari Cisl e Uil. E sono stati ancora applausi quando, replicando a Savino Pezzotta, Epifani ha ricordato: �Qui non c’� qualcuno che vuole trattare e qualcuno che non lo vuole fare. Non c’� qualcuno che vuol far cadere il governo, tanto meno la Cgil, cos� come non c’� nessuno che deve mantenerli in vita i governi. Tutti insieme dobbiamo stabilire le condizioni alle quali si tratta o non si tratta e tutti dobbiamo ribadire con coerenza quanto detto finora: disponbili al confronto ma solo se si stralciano le modifiche all’articolo 18 e il taglio dei contributi. � cos� ancora per tutti? Penso proprio di s�, perch� se non lo fosse si aprirebbe un grosso problema�.
�Pezzotta – ha riconosciuto Epifani – ha ragione quando pone il problema dell’autonomia di chi nella societ� rappresenta i diritti delle persone. Ma quando il governo assume di quella societ� solo un punto di vista, quello delle imprese, allora difendere quell’autonomia vuol dire contrastare il governo. Nel pubblico impiego abbiamo fatto un accordo di merito ed anche questa � stata una dimostrazione della nostra autonomia�. �Una sola avvertenza. C’�, lo avvertiva Pezzotta, un bisogno di compromesso tra le ragioni di tutti. L’unit� esige questo, lo sappiamo. E noi non sfuggiamo al compromesso. Ma c’� un problema. Penso che quando si parla di materie quantitative, come l’orario e le retribuzioni, ci sia facilit� nella mediazione. Ma quando parliamo di diritti che riguardano la libert�, se mediassimo, renderemmo non volontariamente ma nei fatti le persone meno libere e responsabili. Tutti dobbiamo renderci disponibili, nel nome di quei diritti, alle coerenze e alle iniziative necessarie, perch� quei molti che sono con noi debbono rappresentare anche il nostro domani�. Gli scioperi e le manifestazioni per Epifani hanno testimoniato in questi giorni quanto forte sia �nel mondo del lavoro il livello di tensione ideale�: �Quella tensione ideale che ti rende autonomo e deciso a combattere. Ed � quella tensione che sostiene la nostra funzione di rappresentanza�.
Conclusione ancora tra gli applausi, che hanno premiato la chiarezza del discorso: unitario nell’autonomia, pronto al confronto, contrario al compromesso quando le questioni diventano di principio, un principio che deve salvaguardare valori e diritti. A giugno si vedr� come si realizzer� la previsione scontata di oggi della sua elezione, a cinquantadue anni, a segretario generale della Cgil.