Lavori «usuranti»: scontro nell’Unione

18/07/2007
    mercoledì 18 luglio 2007

      Pagina 8 -Primo Piano

        IL NODO PENSIONI
        I LAVORI USURANTI

          «Usuranti», scontro nell’Unione
          La partita della lista «allargata»

            Angeletti (Uil) rilancia la sfida: agire sugli incentivi
            EPIFANI: «Questa è una buona base per costruire una nuova griglia»

            Roberto Bagnoli

            ROMA — Scoppia il caso dei lavori usuranti. Sotto le ceneri da tempo, da quando almeno Rifondazione ha alzato il tiro durante la trattativa per modificare lo scalone previdenziale chiedendo l’esclusione di particolari mansioni, è esploso con le dichiarazioni del leader della Uil Luigi Angeletti rilasciate al Corriere.

            Non sono «usurati» — questa la tesi di Angeletti — solo i minatori ma anche altri lavori come, per esempio, le maestre d’asilo perché stressate dal rapporto con i bambini. Proprio l’uscita del sindacalista è stata la scintilla che in mattinata ha fatto perdere le staffe al ministro del Commercio con l’Estero Emma Bonino che in serata ha poi deciso di rimettere il mandato nelle mani del presidente del Consiglio Romano Prodi.

            «Quando qualcuno arriva a dire che si usurano le maestre d’asilo — ha affermato il ministro — vuol dire che abbiamo perso la trebisonda». «Segnalo — continua la Bonino — che ci sono pompieri, baristi, maestre d’asilo e altiforni anche nel resto d’Europa ma là ci si usura dopo i sessant’anni mentre da noi stranamente ci si usurerebbe prima». Ma quali sono gli impieghi faticosi e come si fa a definire un lavoro «usurante»? Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani dà la sua versione. «Noi abbiamo un’idea abbastanza precisa — spiega — anche se ci possono essere diverse ipotesi».

            Secondo Epifani, riferendosi al decreto firmato nel 1999 dall’ex ministro del Lavoro Cesare Salvi, «esistono delle tabelle dei lavori usuranti in senso stretto, dai cavatori ai minatori, poi ci sono coloro che lavorano con i turni, in particolare chi fa le notti e c’è il grande tema della catena di montaggio in cui è la macchina a dettare il ritmo e il lavoratore non è in condizioni di essere libero nei propri movimenti». Per Epifani «questa è una nuova base per costruire una griglia di lavori faticosi».

            Nella polemica è intervenuto anche il ministro della Giustizia Clemente Mastella secondo il quale «occorre distinguere, perché un conto è il sacrificio, un conto è il lavoro usurante». Mastella ha fatto l’esempio di un giornalista che si alza alle cinque della mattina per avere o dare una notizia. «In questo caso si tratta di un sacrificio non di un lavoro usurante».

            Angeletti, il sindacalista che ha sollevato il vespaio, torna a bomba precisando meglio il suo pensiero. «Noi vogliamo elevare ancora — spiega — l’età pensionabile effettiva fino a raggiungere i migliori target europei ma poiché l’età di pensionamento non è uguale per tutti, dobbiamo trovare una soluzione equa ed efficace». E la polemica sui lavori usuranti, continua Angeletti, dimostra di quanto impervia sia questa strada. «Non sarebbe più intelligente — si chiede il leader della Uil — incentivare la tendenza già in atto consentendo, a chi vuole, di continuare a lavorare più a lungo?» Angeletti dà una sua versione anche dell’invito fatto dal governatore Mario Draghi sulla necessità di aumentare l’età pensionabile. «Si trascura però il fatto che il riferimento è all’età media effettiva di pensionamento che oggi in Italia è pari a 60,4 anni e non a 57, cioè si lascia il lavoro più tardi dei francesi e un po’ prima dei tedeschi».