LAVORI USURANTI – ESITO RIUNIONE COMMISSIONE MINISTERIALE DEL 20-7-00

    Care compagne, cari compagni,

    come sapete, ieri 20 luglio si è svolta quella che doveva essere l’ultima riunione della Commissione ministeriale sui lavori usuranti, che – invece – è stata prorogata per indicazione del Sottosegretario Paolo Guerrini a tutto il mese di settembre.
    Nel verbale della riunione del 13 u.s., che era stata oggetto della nostra discussione, sono state apportate in sede di riunione del 20 alcune variazioni, di un qualche rilievo. Il punto 8 sarà oggetto di discussione alla ripresa di settembre quando, come ribadito da Lepore, il Presidente della Commissione, sarà concluso il lavoro con una fase di applicazione simulata per testare la metodica: il che vuol dire definire ambiti sicuramente usuranti (anche in riferimento alle legislazioni straniere) da scegliere come modello, sapendo che per molte delle voci non esistono dati, ma solo “percezioni” delle parti sociali, o lavori su ambiti ristretti di popolazione. Lavori che – è stato ribadito – possono essere utilizzati per estensione a tutta la categoria della quale valutare le condizioni di usura.
    Nel verbale, oltre al riferimento alle limitazioni d’orario previste nei contratti come dato da tenere presente nella valutazione della cosiddetta “prevalenza” dell’attività usurante nella mansione, sono state aggiunte due note:
    Øuna specificazione sul ruolo delle parti sociali nel definire la ripartizione degli oneri economici
    Øla frase: “si ricorda che il lavoro della Commissione, prima, e della parti sociali, successivamente, è finalizzato all’individuazione di attività o mansioni particolarmente usuranti e non alla valutazione di singoli lavoratori, utilizzando la metodica prevista dalla Commissione”.
    Come vedete, questo rappresenta un riscontro positivo rispetto alle nostre preoccupazioni di “sfasatura” tra normativa esistente e modello di applicazione emerso dalla Commissione, in relazione al fatto che l’attenzione si spostava dalla “mansione usurante” al “lavoratore usurato”. Resta tuttavia il giudizio dato, di eccessiva complessità perché si possa adattare alle platee di lavoratori già in forza e vicini all’uscita dal lavoro, che ci porta a ribadire quanto contenuto in una brevissima nota inserita nel n.20 di Adesso sto meglio (www.cgil.it/org.politicasalute/adessostomeglio)
    Vi terremo informati dei prossimi passaggi, anche alla luce di una riflessione più articolata che vi invieremo presto.

      Gloria Malaspina