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Lavoratrici e lavoratori Ristorazione Scolastica: Il governo proroghi l’ammortizzatore sociale

22/04/2020
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Stanno scadendo le 9 settimane di Fis causale Covid – 19, non c’è tempo da perdere, servono risposte

Migliaia di lavoratrici e lavoratori che operano nelle mense delle scuole di ogni ordine e grado sono a casa da quando il Governo con i DPCM le ha chiuse, nell’ambito delle misure di contenimento del contagio da COVID -19.

Le prime scuole e istituti della Zona Rossa hanno visto sospendere le attività dal 23 febbraio e dal 5 marzo tutte le scuole, istituti secondari e Università del nostro Paese sono chiuse.

“Fin dai primi giorni ci siamo immediatamente attivati con le aziende titolari degli appalti della ristorazione scolastica – dichiara Cinzia Bernardini della Filcams CGIL Nazionale. – Abbiamo fatto incontri che si sono conclusi, in molti casi, con la sottoscrizione di verbali di accordo che hanno previsto l’attivazione del FIS e concordato l’anticipo, da parte delle imprese, dell’Assegno ordinario per non lasciare i lavoratori senza reddito. Un risultato molto importante che ha messo in sicurezza migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori.”

Abbiamo dovuto registrare anche mancati accordi con imprese che non si sono volute assumere la responsabilità verso i propri lavoratori, imprese italiane e multinazionali, alcune su tutte: Serenissima, Elior, Ladisa, Vivenda e La Cascina che hanno pensato solo al loro interesse e non alle difficoltà economiche dei propri dipendenti.
Per dare un sostegno indispensabile a queste lavoratrici e lavoratori è necessario che l’Inps acceleri le procedure per la liquidazione del trattamento economico, non possono essere sopportati altri ritardi.

Oggi, inoltre, le 9 settimane di durata del FIS stanno scadendo, le lavoratrici e i lavoratori rischiano di essere sospesi dal lavoro e dal reddito, perché non avranno più la copertura dell’ammortizzatore sociale.

“Questa situazione non è accettabile, il Governo, nel “Decreto Aprile” in discussione, deve prorogare le misure di sostegno sociale per i lavoratori. Non è pensabile che, in presenza di scuole ancora chiuse, si lascino le lavoratrici e i lavoratori senza tutele.”

“Sono lavoratrici e lavoratori già fortemente svantaggiati – prosegue la sindacalista – perché lavorano con contratto ad orario settimanale ridotto, che viene sospeso con la fine dell’anno scolastico, per riprenderlo con l’inizio di quello successivo, lavorando in pratica 9 mesi l’anno, senza accesso alla Naspi. Una tipologia contrattuale, quella del part time verticale, che vede coinvolta la maggioranza degli addetti del settore per i quali, quest’anno, la situazione sarà aggravata dal fatto di non aver potuto contare su retribuzioni piene a partire dal mese di marzo e su cui è quindi necessario trovare una soluzione specifica.”