Lavoratori poco qualificati

17/09/2003



      Mercoledí 17 Settembre 2003

      ITALIA-LAVORO
      Formazione


      Lavoratori poco qualificati

      Formazione – Isfol: il 60% degli occupati ha solo la licenza media

      ALESSIA TRIPODI


      ROMA – Un esercito di lavoratori poco qualificati: in Italia il 60% degli occupati tra i 25 e i 70 anni possiede appena la licenza elementare o media e non partecipa alle attività di formazione.
      La denuncia arriva dall’Isfol, che ieri a Roma ha presentato il primo «Rapporto nazionale sulla domanda e l’offerta di formazione permanente in Italia».
      Negli ultimi due anni solo il 17% degli adulti ha preso parte a percorsi formativi e una «quota ancora troppo consistente di giovani – sottolinea l’Isfol – lascia il sistema formativo senza aver conseguito un diploma o una qualifica professionale».
      Rispetto ai parametri fissati dall’Unione europea, il ritardo del nostro sistema appare ancora più evidente. Secondo gli obiettivi di Lisbona, entro il 2010 l’80% della popolazione di età compresa tra i 15 e i 64 anni dovrà possedere un titolo di scuola secondaria superiore e il 10% degli adulti dovrà partecipare ogni anno a corsi di formazione.
      Ma in Italia quest’ultimo valore non supera il 4,6% contro una media Ue dell’8%. «Per centrare questo obiettivo – dice l’Isfol – il sistema di formazione in Italia dovrebbe arrivare a soddisfare la domanda di circa 4 milioni di persone». Una strada «ancora in salita – fa notare l’Istituto di formazione – visto che gli utenti potenziali del sistema sono circa 36 milioni».
      Ma dal ministero del Welfare sono in arrivo 50 milioni di euro per interventi di formazione continua. «Si tratta dei fondi della legge 236 – ha detto Aviana Bulgarelli, direttore generale del Welfare – che quest’anno abbiamo deciso di ripartire in modo mirato destinandoli alle cosiddette fasce deboli, nelle quali sono inclusi gli over 45, che rischiano di restare tagliati fuori dal mercato e – ha continuato – alle imprese con meno di 15 dipendenti, che spesso trovano difficoltà a realizzare attività formative».
      Il rapporto Isfol ha analizzato anche l’offerta di formazione permanente. In Italia le sedi operative sono 1.700, di cui il 65% stabili, e il 60% degli operatori è rappresentato da collaboratori, soci o volontari. Nel 2001-2002 sono stati offerti più di 17mila corsi – finalizzati soprattutto al conseguimento del titolo di studio – che hanno coinvolto oltre 350mila persone.
      «I dati dell’Isfol ci dicono che le strategie adottate dal Governo sono quelle giuste – ha commentato il sottosegretario al Welfare, Pasquale Viespoli – perchè rispondono innanzitutto all’esigenza di cooperazione istituzionale e sociale» con un Governo «che assume il ruolo di coordinatore».
      Il sottosegretario all’Istruzione, Maria Grazia Siliquini, ha annunciato che il Miur adotterà «un sistema di certificazione e un piano triennale di interventi, da estendere al territorio e alle aree depresse per assicurare uno sviluppo qualitativo dell’educazione degli adulti».