Lavoratori per la pace: saranno 500mila

13/03/2003






13.03.2003
Lavoratori per la pace. Saranno 500mila
Milano, sarà imponente la manifestazione di
sabato della Cgil
di 
Vittorio Locatelli


 Il mondo del lavoro è per la Pace, senza se e senza ma. Sabato 15 marzo a Milano convergeranno da tutta Italia i manifestanti chiamati a raccolta dalla Cgil per esprimere una decisa opposizione all’attacco militare contro l’Iraq. Ad un mese delle iniziative che si sono tenute in centinaia di città del mondo, il più grande sindacato italiano conta di portare nelle strade di Milano almeno 500mila persone, che con tre lunghi cortei confluiranno in piazza Duca d’Aosta, davanti alla stazione Centrale, dove alle 16 si terrà il comizio del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani.

La macchina organizzativa del sindacato lavora a pieno regime: per sabato, a ieri mattina, sono già stati prenotati oltre 2.000 pullman e 34 treni speciali che arriveranno da tutta Italia. I tre cortei, che si concentreranno in piazza Duomo, piazzale Loreto e piazzale Cadorna, si muoveranno a partire dalle 14, attraversando gran parte della città che ormai è costellata di bandiere della Pace che sventolano da migliaia di finestre, per ricongiungersi davanti alla Stazione Centrale.

Per consentire a tutti di vedere e ascoltare il comizio conclusivo di Guglielmo Epifani, la parte finale della manifestazione è prevista in una zona molto vasta, che dalla Stazione arriva fino in piazza della Repubblica attraverso via Vittor Pisani, nella quale saranno allestiti due maxischermi. Un altro sarà di fianco al palco del comizio e un altro ancora in piazza della Repubblica. Durante la manifestazione i maxischermi serviranno da «palchi virtuali», perché manderanno in onda la diretta dei cortei con interviste e commenti dei partecipanti.

I cortei saranno aperti tutti dallo stesso striscione «Pace e Diritti». Alla manifestazione hanno già dato la loro adesione i Ds, il PdCi e Rifondazione Comunista, l’Unione degli studenti, Emergency e numerose altre associazioni oltre a numerose personalità della politica, della cultura e dello spettacolo. Un elenco che si allunga di ora in ora. Le associazioni si raggrupperanno nel corteo che partirà da piazza Cadorna mentre i partiti parteciperanno a quello che partirà da piazza Duomo con la presenza del segretario generale della Cgil Epifani.

«Pace e diritti», sono questi i due temi portanti della grande mobilitazione, presentata ieri dal segretario della Camera del Lavoro di Milano Antonio Panzeri. «No» alla guerra che potrebbe scoppiare in Iraq, a quella che insanguina da anni Israele e Palestina, contro il terrorismo di ogni tipo; «sì» alla difesa dell’articolo 18, all’estensione delle tutele sindacali a tutti, alla difesa delle pensioni e del welfare. «In questa fase di grande pericolo e tensioni – ha detto Panzeri – sappiamo i rischi che una deflagrazione globale, una guerra, comportano anche sul piano economico. In uno stato “pre-bellico” sono già aumentate le materie prime e si colgono le avvisalgie della crisi. Se, e speriamo che non accada, si arriverà al conflitto, oltre ai nefasti effetti sulle vite umane, in pericolo saranno i diritti fondamentali delle persone e il loro lavoro».
Panzeri ha ricordato che domani, 14 marzo, la Ces (Confederazione europea dei sindacati) darà un primo segnale che tutto il mondo del lavoro del Vecchio Continente si oppone alla guerra, con uno sciopero generale di 15 minuti indetto in tutti gli Stati.

Duro il giudizio del segretario della Camera del Lavoro sul governo italiano: «Non ho ancora capito la posizione del nostro Governo sull’Iraq – ha detto – è un silenzio inquietante. Si potrebbe affiggere un manifesto con scritto Berlusconi ricercato, visto che il premier è scomparso dalla circolazione in questi giorni». Panzeri ha approfondito il tema dei diritti, spiegando che «la guerra ci consegna una realtà più povera anche in termini di salari e di diritti», e che la Cgil «prosegue la sua battaglia contro la modifica dell’articolo 18 e per estendere, con due iniziative legislative, le tutele, i diritti e gli ammortizzatori sociali». Ma la lotta è anche «contro la controriforma sanitaria, i ticket, la decontribuzione previdenziale per i neo-assunti, la vergognosa legge repressiva Bossi-Fini» ha concluso Panzeri, annunciando una forte presenta al corteo di sabato di rappresentanze degli immigrati