Lavoratori europei in corteo contro le misure d’austerity

29/09/2010

Insieme oltre frontiera, divisi in patria. Le organizzazioni sindacali italiane si presentano così, in ordine sparso, alla giornata di azione europea promossa per oggi dalla Confederazione Europea dei Sindacati (Ces). Per dire no alle misure d’austerità introdotte da molti governi nelle finanze pubbliche contro la crisi economica e per rivendicare misure che favoriscano lavoro, giustizia sociale e solidarietà, circa cinquanta sigle provenienti da trenta diversi paesi sfileranno in giornata a Bruxelles e nei rispettivi paesi d’origine. Cosìanche la Cgil, che parteciperà al corteo nella capitale belga con una delegazione guidata dal segretario confederale, Fulvio Fammoni e contestualmente organizzerà una manifestazione a Roma, in Piazza Farnese a partire dalle ore 16.30. Diversamente hanno deciso Cisl e Uil, che invieranno delegazioni in terra straniera,mache in Italia eviteranno di scendere in piazza in attesa della propria manifestazione del 9ottobre per chiedere meno imposizione fiscale sul lavoro.
Sono ancora troppo profonde le fratture tra le tre confederazioni perchè sfilino fianco a fianco.
LA CGIL IN PIAZZA A ROMA
Da diversi mesi il sindacato di Corso d’Italia insiste sulle parole d’ordine della mobilitazione Ces di oggi: «In quasi tutti i paesi europei i tagli hanno colpito il lavoro, lo sviluppo e l’occupazione. Per questo la Ces ha immaginato una grande giornata di lotta che in Italia terremo a Roma per dare dimostrazione dell’unità d’azione delle nostre battaglie con quelle della Confederazione europea» ha spiegato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che concluderà la manifestazione romana, a cui ha aderito anche l’Arci, dopo gli interventi dei colleghi stranieri Sehrbrock (Germania), Doz (Spagna), Dassis (Grecia) ed Aubin (Francia). LA MOBILITAZIONE EUROPEA Ma la mobilitazione promossa dalla Ces investirà tante altre capitali del continente europeo, oltre al suo epicentro a Bruxelles dove, in concomitanza dell’incontro dei ministri europei delle finanze, sono attese circa 100mila persone, rappresentanti e militanti di cinquanta organizzazioni sindacali provenienti da circa trenta paesi diversi. Anche nelle altre nazioni si terranno scioperi e manifestazioni: ci sarà lo sciopero generale in Spagna, continueranno le proteste unitarie in Francia, mobilitazioni sono inprogramma in Portogallo, Irlanda, Lettonia, Polonia, Cipro, omania, Repubblica Ceca, Lituania e Serbia. In Italia inoltre, parallelamente a quella di Roma, sono previste manifestazioni anche Napoli e a Venezia. Ovunque lo slogan dell’«Action day», nel giorno in cui la Commissione Ue presenterà nuove misure per stringere sui conti pubblici, sarà lo stesso: «No all’austerity. Priorità all’occupazione e alla crescita». «Daremo voce alle preoccupazioni circa il contesto economico e sociale » ha affermato il segretario generale della Ces, John Monks. «Siamo particolarmente preoccupati per l’aumento disoccupazione, che oramai si attesta intorno al 10%, e per la crescita delle diseguaglianze ». Insomma,i lavoratori dipendenti non possono essere gli unici a pagare per la speculazione messa in atto da alcune istituzioni finanziarie irresponsabili. A preoccupare è soprattutto la piaga della precarietà, che rischia di segnare il destino di gran parte delle generazioni future. La ricetta non può essere che una: «Puntare a un lavoro di qualità ».Èquesto il messaggio che la Confederazione europea vuole trasmettere all’esecutivo di Bruxelles, in particolare al presidente della Commissione Jose Manuel Barroso e all’attuale presidente del Consiglio europeo, il premier belga Yves Leterme, che i sindacati incontreranno oggi al termine della manifestazione.