Lavoratori e pensionati pagano più tasse

07/02/2006
    marted� 7 febbraio 2006

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

    Lavoratori e pensionati pagano pi� tasse

      Rapporto Ires: economia ferma, industria in declino
      Nei cinque anni di Berlusconi persi 171mila occupati

        di Bianca Di Giovanni / Roma

          COME STIAMO? Tra il 2000 e il 2004 operai e impiegati hanno visto diminuire il loro reddito, a fronte di un aumento, anche consistente, tra dirigenti, imprenditori e altri autonomi. � il primo risultato del governo di centrodestra. Se non fosse cos�, sarebbe un governo di centro-sinistra camuffato da centro-destra. Il fisco targato Tremonti ha appesantito soprattutto le buste paga dei dipendenti, lasciando ampi �margini� di �evaporazione� (definizione della Corte dei Conti) agli altri. Questione di scelte di campo. Altro dato: negli ultimi tre anni i posti di lavoro sono diminuiti di 177mila unit�. Altro che occupazione in crescita. Un’eredit� pesante quella lasciata dall’esecutivo in carica, �fotografata� dall’ultimo rapporto Ires Cgil presentato ieri da Agostino Megale, Marigia Maulucci e Beniamino Lapadula e curato da Aldo Eduardo Carra.

            Passato a tinte fosche, dunque, e il futuro? Non va molto meglio. Secondo gli economisti dell’Ires il Pil nel 2006 si fermer� a un +0,5% (il Tesoro stima l’1,5%). Nessuna ripresa in vista, per di pi� con prezzi energetici in aumento. Tradotto vuol dire che l’emorragia di posti di lavoro continuer�, che i lavoratori dovranno sopportare ancora gli effetti della crisi, che le famiglie pagheranno bollette pi� care. Ameno che non si avvii una poderosa politca dei redditi che modifichi la redistribuzione innescata dal centro-destra.

              �La vera malata � l’industria – spiega Megale – Senza un rafforzamento della produzione industriale l’Italia rischia il declino�. Alcuni settori sono al tracollo, mentre altri segnalano pingui profitti (energia, siderurgia, chimica elettronica e servizi pubblici) grazie soprattutto al posizionamento in settori protetti dalla concorrenza. La ripresa che non c’� fa �saltare� i conti pubblici: il deficit del 2006 � visto a quota 5%, il debito pubblico al 110%.

                �In questa stagnazione economica qualcosa � successo – spiega Carra – Il reddito si � redistribuito�. Come? In modo molto polarizzato: va benissimo per alcuni, malissimo per altri. I lavoratori dipendneti hanno aumentato redditi, consumi e ricchezza complessiva tra il 5 e il 10% dal 200 al 2004. Per gli altri (dirigenti, professionisti e eutonomi) l’aumento ha toccato in alcuni casi anche il 50%. Ma se si considera il dato depurato dall’inflazione, i redditi di operai e impiegati risultano addirittura in diminuzione. Quanto all’occupazione, tra il 2002 e il 2005 l’Istat registra un aumento di 465mila unit�. Ma le regolarizzazioni degli immigrati sono state 642mila. Il saldo � negativo per 177mila unit�.

                  �Il reddito delle famiglie � stato salvaguardato solo dai rinnovi contrattuali voluti dal sindacato�, avevrte Megale, denunciando l’assenza di una politica dei redditi. In effetti il fisco di Berlusconi ha avuto effetti pesantissimi sulle famiglie (11,655 miliardi) e sulle imprese (oltre 40). I calcoli considerano gli interventi attuati nel corso della legislatura, l’effetto dei condoni fiscali, per le famiglie la mancata restituzione del fiscal drag (9,1miliardi) e per le imprese anche l’impatto dei provvedimenti su banche e assicurazioni (12,7miliardi) . �Il prezzo pagato � altissimo – dichiara Lapadula – e per di pi� la finanza pubblica non � stata nenache tenuta sotto controllo�. Molto il lavoro da fare sull’energia. Ma in Corso d’Italia � chiara la ricetta per evitare che la crisi si scarichi sulle famiglie. �Quei 37 miliardi di gettito garantito dall’energia sono stati pagati dai cittadini – dichiara Maulucci – Non pu� continuare cos�: le entrate devono venire dalla tassazione sulle rendite e sugli extra-profitti delle aziende�.