LAVORATORI DEL CENTRO OLIMPO UN MODELLO DI LEGALITA DA SEGUIRE

28/03/2014

28 marzo 2014

Lavoratori del ”Centro Olimpo” un modello di legalità da seguire

Diario Terziario – Palermo, 29 lavoratori, in cassa integrazione sino a luglio, hanno reagito alla procedura di mobilità che inevitabilmente li vedrà coinvolti, con la costituzione di una cooperativa, per rilevare il punto vendita dove lavoravano, il Centro Olimpo di Mondello, un ex Despar, legato alla vertenza Aligrup, per il quale, ad oggi, non è pervenuta alcuna offerta commerciale, né per il negozio né per l’intera galleria commerciale in cui questo insiste.
“In 29 colleghi, sui 47 impegnati nel punto vendita di Centro Olimpo, abbiamo messo in campo un progetto e vogliamo inserirci nel mercato non replicando modelli omologati, ma inserendo una parte innovativa, valorizzando anche il territorio.” A raccontarlo è Gaetano Salpietro, uno degli ex lavoratori del Centro Olimpo, iscritto alla Filcams Cgil Palermo durante il suo intervento al Congresso del 28 febbraio scorso.
“Questo potrebbe essere per Palermo un modello di legalità. Vogliamo, infatti, fare un supermercato integrato con degli spazi dedicati ad eventi, anche di tipo culturale, per esaltare l’agroalimentare siciliano”, ha dichiarato Gaetano oggi presidente della Cooperativa Progetto Olimpo. “Per noi – esulta Salvatore Gambino, 40 anni, addetto alle vendite dell’ex Centro Olimpo- è una rivincita. Lavoravo in quel negozio dal 2000, poi nel dicembre 2012, a seguito di una crisi aziendale, l’azienda aveva proceduto con l’affitto del ramo d’azienda per sei mesi, ma al quinto mese, chi lo aveva rilevato, ha chiuso i battenti e siamo andati in cassa integrazione. Adesso grazie a questa cooperativa posso sperare di aver fatto qualcosa di concreto per salvare la mia famiglia”.
I lavoratori, dipendenti della K&K, investita dal fallimento della controllante Aligrup, hanno deciso di presentare un progetto finanziario e un piano per l’affitto del ramo d’azienda sia al curatore giudiziario che al Ministero del Lavoro, con l’assistenza della Filcams Cgil Palermo e della Lega Coop di Palermo, confidando nella riapertura dell’ex Centro Olimpo entro la prossima stagione estiva.
La Cooperativa Progetto Olimpo potrebbe diventare un esempio per le numerose realtà in crisi di Palermo, come soluzione alternativa alle chiusure continue a cui stiamo assistendo.
Il sindacato, oggi, è chiamato, soprattutto, a governare la crisi, a limitarne l’impatto sui lavoratori e le lavoratrici. E governare la crisi, in termini concreti, vuol dire gestire procedure di mobilità, cassa integrazione e, quando va bene, di contratti di solidarietà. Procedure che spesso lasciano ben poco margine di trattativa, a volte nessuno. Vertenze che, guardate singolarmente, sembrerebbero coinvolgere pochi lavoratori, rispetto a quelli delle grandi realtà, ma sommate, fanno emergere un dato pesantissimo: i numeri del terziario sono più alti di quelli di una grande industria come la Fiat. La parcellizzazione dei nostri settori, purtroppo, rende poco visibili le realtà che vivono i lavoratori che rappresentiamo. Non è un caso, infatti, se dei 5350 tesserati alla Filcams Cgil Palermo, 1700 sono iscrizioni legate a pratiche di disoccupazione e mobilità in deroga: se a questo dato, si sommano gli iscritti in cassa integrazione si oltrepassa la soglia dei 2000, ovvero il 40% degli iscritti totali della Filcams Cgil Palermo. Questi sono gli effetti della crisi.
Per questo è necessario anche favorire il potenziamento della contrattazione aziendale, anche attraverso quella territoriale, per riunire tra loro tutte quelle piccole realtà lavorative dove, per dimensioni occupazionali, non è possibile intervenire singolarmente con la contrattazione di secondo livello, necessaria per affrontare tutti quei temi legati al welfare integrativo e, soprattutto, alle politiche del lavoro, per un futuro sostenibile che non pesi tutto sulle spalle dei lavoratori, con riduzioni drastiche del costo del lavoro, ritmi pressanti e turni che vanno da un estremo all’altro: part time sempre più ridotti o full time che si estendono sino ad azzerare ogni spazio di riposo. Per non parlare di tutte quelle forme di lavoro atipico che nascondono veri e propri rapporti di lavoro subordinato.
Non è più rinviabile nemmeno una concertazione territoriale, da sviluppare a livello confederale, che permetterebbe di individuare, insieme alle Istituzioni locali, tutte quelle possibili soluzioni per migliorare la qualità della vita dei lavoratori.
A tutto questo si aggiunge il bisogno di ripristinare un sistema di legalità. Non è un caso, infatti, che negli ultimi due anni in particolare, a Palermo si è assistito alla crescita esponenziale di realtà poste sotto sequestro o confisca e affidate ad amministrazioni giudiziarie. Aziende dove il ripristino della legalità, spesso, però, non si accompagna ad una buona gestione da parte degli amministratori giudiziari, con il rischio, a cui si sta assistendo in alcune aziende, di non riuscire a salvaguardare i livelli occupazionali.
La voglia di rimettersi in gioco di questi lavoratori del punto vendita di Centro Olimpo è sicuramente una nota positiva da prendere da esempio, un fiore sbocciato in questi anni di difficoltà.