LAVORATORI AMBROSIA SENZA STIPENDIO, PRESIDIO DAVANTI AI CANCELLI. FILCAMS CGIL BAT: “ATTENDIAMO RISPOSTE”

09/03/2012

9 marzo 2012

Lavoratori Ambrosia senza stipendio, presidio davanti ai cancelli. Filcams Cgil Bat: “Attendiamo risposte”

I lavoratori dell’Ambrosia Technologies l’azienda milanese che gestisce il servizio dei pasti e della pulizia alla Casa Divina Provvidenza di Bisceglie, sono senza stipendio da due mesi. In presidio davanti alla sede di Molfetta .

“Da due mesi non porto un centesimo a casa, ho famiglia. Come faccio a tirare avanti così?”. È lo sfogo di Antonio, uno dei lavoratori dell’Ambrosia Technologies srl che ha partecipato al presidio davanti ai cancelli della sede di Molfetta dell’azienda. La società milanese si occupa della gestione del servizio di preparazione pasti e di pulizia presso la Casa Divina Provvidenza di Bisceglie. “Noi non vogliamo il male dell’azienda, anzi, ma abbiamo bisogno di lavorare e guadagnare. È necessario – prosegue Antonio – che qualcuno pensi anche al nostro futuro”.
Sono una cinquantina gli addetti dell’Ambrosia che lavorano nella sede di via Olivetti a Molfetta, 250 in Puglia, che da due mesi non percepiscono lo stipendio. Giovedi mattina un gruppo di addetti ha dato vita ad un presidio davanti ai cancelli dell’azienda per chiedere lo sblocco immediato dei salari ed il riconoscimento dei loro diritti. Hanno partecipato al sit-in il segretario generale della Cgil Bat, Luigi Antonucci e Giovanni Dalò, segretario generale Filcams Cgil Bat.

“Nei giorni scorsi – spiega Giovanni Dalò, segretario generale Filcams Cgil Bat – abbiamo incontrato i vertici dell’azienda che, sostenendo la crisi di liquidità momentanea, ci hanno spiegato il motivo del ritardo nei pagamenti degli stipendi, garantendoci che avrebbero provveduto al più presto a sanare la situazione. Ma intanto i giorni sono passati e nessuna notizia è giunta. Qui c’è gente che ha famiglia, non può aspettare ancora. Ha bisogno di risposte subito. Restiamo in attesa – conclude Dalò – di un altro incontro per discutere della situazione e tutelare gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori del’azienda”.