Lavoratore in cassa integrazione offresi – di L.Gallino

09/12/2002


 8 dicembre 2002
 
Pagina 1 e 7 – Economia
 
 
Lavoratore in cassa integrazione offresi
di LUCIANO GALLINO

          ATTO primo. Il governo in carica fa approvare tempo addietro una legge per l´emersione dell´economia sommersa, gran parte della quale, si sa, è formata da lavoro nero. Essendo stata redatta in modo dilettantesco, senza alcuna nozione dei rapporti reali che intercorrono tra economia regolare ed economia sommersa, la legge ha prodotto finora – nonostante tre proroghe – risultati insignificanti.
          Peraltro le sue intenzioni erano apprezzabili, perché il sommerso, che esiste pure in altri paesi, ha in Italia un peso particolarmente rilevante, e non è l´ultimo dei fattori che ostacolano da noi la messa in opera di politiche efficaci per favorire la crescita economica e l´occupazione.
          Atto secondo. Il capo di quello stesso governo ieri prevede, o lascia intendere, o meglio sotto sotto suggerisce, che i cassintegrati della Fiat potranno arrotondare l´assegno che riceveranno dallo Stato – a condizione, precisa, che siano volenterosi – svolgendo qualche lavoro "non ufficiale", cioè offrendosi come lavoratori in nero. Sommando tale reddito addizionale all´80% del salario che comunque riceveranno per tutto il periodo della cassa integrazione, non se la passeranno poi troppo male.
          Prima di cercar di capire come sarà mai possibile cucire insieme i due atti, va detto che il capo del governo pare male informato circa i meccanismi della Cigs, la Cassa integrazione guadagni straordinaria, quella che si concede alle aziende per periodi molto lunghi; oppure pensa che siano male informati tutti quelli che lo ascoltano, ergo può raccontare loro qualunque storia. E´ vero che la Cigs prevede un assegno pari all´80% della retribuzione, ma soltanto per un importo massimo mensile che per il 2002 è fissato in 776,12 euro lordi per chiunque avesse una retribuzione mensile lorda non superiore a 1679,07 euro. Detratta una ritenuta fissa a fini previdenziali, più i normali oneri fiscali, l´importo netto erogato dalla Cigs si riduce a circa 650 euro al mese. Poiché la stragrande maggioranza dei metalmeccanici guadagna tra i 1.000 ed i 1.200 euro netti al mese, ciò comporta una riduzione effettiva del reddito compresa tra il 35 e il 50%. Altro che 80% del "normale salario". A meno che, naturalmente, nel cuore della notte – come ormai suole – la normativa che regola la cassa integrazione non sia stata radicalmente modificata dalla maggioranza per favorire i lavoratori colpiti dalla crisi Fiat. Se così fosse, sarebbe bene farglielo sapere.
          Malainformazione a parte, non c´è dubbio che un simile taglio al reddito delle famiglie, in molte regioni italiane, favorirà il ricorso al lavoro nero, irregolare o sommerso che dir si voglia. E´ qui che si apre l´atto terzo della commedia. Come si comporteranno infatti i funzionari incaricati di verificare nelle aziende se esse occupano lavoratori in nero, in base alla legge sull´emersione del sommerso? Che procedure adotteranno in tali situazioni gli ispettori dell´Inps, i carabinieri, i funzionari del ministero del Lavoro, con tanto di testo della legge sott´occhio? Avverrà infatti, dopo la sortita di ieri, che i lavoratori irregolari si divideranno in due categorie: quelli che svolgono un lavoro irregolare di testa propria, gli sconsiderati; e quelli che così fanno perché glielo ha suggerito il presidente del Consiglio. Ai primi, ed agli imprenditori che li occupano, toccheranno i fulmini della legge. Ai secondi, e ancor più agli imprenditori che con gran piacere li avranno cercati e reclutati, gli addetti alle verifiche nelle aziende sospette potranno, al più, raccomandare di non esagerare.