L’autunno nero delle famiglie italiane

26/09/2005
    domenica 25 settembre 2005

      L’autunno nero delle famiglie italiane

        Gli aumenti previsti di prezzi e tariffe provocheranno un salasso da mille euro

        di Luigina Venturelli / Milano

          STANGATA. L’autunno che si prepara per le famiglie italiane mostra nuvole allarmanti sul fronte del carovita: la spinta del petrolio alle stelle porterà immancabili rialzi delle tariffe e dei listini di beni di largo consumo per un totale di quasi mille euro all’anno. Un salasso per i portafogli dei consumatori che già hanno ridotto del 2,1% i propri acquisti, compresi quelli alimentari, e una conferma della crisi economica italiana a crescita zero, già certificata dal Fondo monetario internazionale. Ecco la mappa degli aumenti in arrivo elaborata con l’Intesa dei consumatori.

            Carburanti. Il primo effetto diretto che il petrolio alle stelle riversa sulle tasche dei consumatori è quello del caro carburanti: oggi un litro di benzina costa mediamente 1,30 euro e un litro di gasolio si aggira intorno a 1,20 euro, con rincari tra i 15 e i 30 centesimi rispetto al 2004. Ogni automobilista spende quindi 10 euro in più ad ogni pieno di rifornimento, vale a dire circa 300 euro in più all’anno.

              Tariffe. La seconda ondata di rincari arriva dalle bollette energetiche. Secondo le ultime stime dell’Osservatorio del Ref, gli aumenti che scatteranno dal primo ottobre saranno dell’8% per la luce, con una spesa aggiuntiva di 23 euro annui, e del 4% per il gas, pari a circa 35 euro in più all’anno. Quasi 60 euro in più che però non esauriscono il conto tariffario domestico: dal riscaldamento arriveranno infatti altri 145 euro di aumento annuo.

                Beni di largo consumo. Ad agosto l’inflazione si è attestata al 2%, in lieve diminuzione rispetto al 2,1% registrato dall’Istat nel mese precedente. Ma i prodotti alimentari e di altro genere potrebbero aumentare ben oltre l’incremento statistico a causa dei maggiori costi di trasporto che il caro carburanti addossa alla rete di distribuzione: secondo l’Intesa dei consumatori le famiglie dovranno sborsare 140 euro all’anno per fronteggiare la salita dei prezzi causata dal petrolio (ogni 3 centesimi in più su benzina e gasolio si traducono infatti in un aumento dello 0,1% dell’inflazione).

                  Costi di produzione. Ma un ulteriore balzo in avanti dei listini arriverà dalle imprese, che dovranno fronteggiare i maggiori costi di produzione derivanti dalla tariffa elettrica degli impianti industriali e dalle materie prime, in gran parte derivati del petrolio (plastica e prodotti chimici). Non a caso l’allarme tariffario è stato lanciato in prima battuta da Confindustria, che teme una contrazione delle vendite e una nuova perdita di competitività nazionale rispetto ai concorrenti europei. Secondo le previsioni dei consumatori si tratterà di altri 200 euro annui per famiglia.

                    Rc-auto. Ci sono poi da considerare gli aumenti non direttamente legati al caro petrolio, che pure con incredibile puntualità colpiscono periodicamente i consumatori. L’assicurazione per l’automobile, già aumentata dal 2001 al 2004 del 29,5% cioè tre volte in più dell’inflazione, non accenna a frenare la sua corsa. Anche quest’autunno le tariffe dovrebbero crescere del 4,5%, causando un aumento medio per ogni polizza di circa 40 euro su un costo totale di circa 800 euro all’anno.

                      Scuola. Altra certezza autunnale è il caro scuola: l’acquisto del corredo di zaini e quaderni fa volatilizzare una media di 330 euro a studente, con un aumento dei prezzi del 5% rispetto all’anno scorso, mentre per i libri di testo gli aumenti sono del 7% (un vero salasso visto che la metà degli istituti ha sforato i tetti massimi di spesa previsti dal ministero dell’Istruzione). Ogni famiglia sborserà in media 621 euro per mandare i figli a scuola (università esclusa) e rispetto al 2004 sono altri 36 euro in più.