L’assunzione diventa un optional

10/06/2003

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
136, pag. 38 del 10/6/2003
di Daniele Cirioli


RIFORMA DEL LAVORO/ Le nuove tipologie contrattuali nel maxi-decreto varato dal governo.

L’assunzione diventa un optional

Rapporti a tempo definito con il ricorso alla somministrazione

Con il nuovo contratto di somministrazione di lavoro l’assunzione di lavoratori diventa un optional. Le imprese, infatti, potranno avvalersi di manodopera per il tempo strettamente necessario, con rapporti a tempo indeterminato o a termine e senza limiti di proroga, a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. Ai lavoratori spetta lo stesso trattamento economico e normativo previsto per i dipendenti dell’impresa utilizzatrice, salvo che non si tratti di contratti di somministrazione conclusi con la specifica finalità di formazione, inserimento e riqualificazione professionale, nel qual caso il trattamento retributivo può essere decurtato delle somme percepite dal lavoratore a carattere assistenziale (mobilità, disoccupazione o di altro). Questi alcuni degli aspetti salienti del nuovo contratto di lavoro, che sostituirà l’attuale lavoro interinale, introdotto dallo schema di dlgs approvato venerdì scorso dal governo, attuativo della legge n. 30/03.

Gli attori. Il nuovo contratto di lavoro rientra nelle principali attività che il dlgs di riforma riserva alle Agenzie per il lavoro, individuate con lo scopo di realizzare la nuova organizzazione del mercato del lavoro e, soprattutto, del sistema di collocamento. Presso il ministero del welfare, infatti, sarà istituito apposito albo delle Agenzie del lavoro articolato in cinque sezioni, la prima delle quali concernente, appunto, le agenzie abilitate allo svolgimento delle attività di somministrazione di lavoro.

Il meccanismo di funzionamento del nuovo contratto di lavoro è molto simile al lavoro interinale: il contratto di somministrazione di lavoro viene concluso da un’impresa, che ne utilizza i frutti, con un’altra (l’Agenzia del lavoro), abilitata alla vendita di manodopera.

La disciplina si rivolge sia al settore del lavoro privato sia a quello pubblico, con la limitazione per questo secondo settore alla sola tipologia di somministrazione a tempo determinato.

Le tipologie. La somministrazione di lavoro potrà essere a tempo indeterminato o a termine. Nel primo caso è ammessa esclusivamente per le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo individuate dal comma 3 dell’articolo 20 (per lavori di facchinaggio e pulizia, per servizi di vigilanza e custodia, per servizi di cura alla persona, per gestione di call center ecc.).

Nel secondo caso la somministrazione a tempo determinato è ammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività dell’impresa utilizzatrice. In tal caso si applica la disciplina prevista dal dlgs n 368/01 (la riforma del contratto di lavoro a termine) per quanto compatibile, con l’eccezione che il termine inizialmente posto al contratto può essere sempre prorogato, con il consenso del lavoratore e per atto scritto.

Indennità di disponibilità. Nel caso di somministrazione a tempo indeterminato, al lavoratore viene assicurata una ´indennità mensile di disponibilità’, divisibile anche in quote orarie, a carico del somministratore per i periodi di inattività e di attesa di assegnazione. Su tale indennità i contributi previdenziali e assistenziali andranno versati per il loro effettivo ammontare, in deroga alle vigente normativa in materia di minimale contributivo.

Il trattamento per i lavoratori. I lavoratori dipendenti dal somministratore (Agenzia di lavoro) hanno diritto al trattamento economico e normativo previsto per i dipendenti di pari livello dell’impresa utilizzatrice. Il principio non vale nel caso in cui si tratti di contratti di somministrazione conclusi nell’ambito di specifici programmi di formazione, inserimento e riqualificazione professionale erogati a favore dei lavoratori svantaggiati, in concorso con le regioni, da centri per l’impiego ed enti locali.

È questa, in particolare, una peculiare misura di incentivazione fissata dal nuovo decreto (articolo 13), che prevede la possibilità di determinare un trattamento retributivo al lavoratore inferiore ai minimi fissati dalla legge e dal Ccnl, detraendo l’eventuale indennità di mobilità, di disoccupazione o altro sussidio percepito dal lavoratore.