L’Assocroupier avverte: «Ci vuole personale altamente qualificato»

24/01/2002



Padova, mercoledì 23 gennaio 2002, S. Emerenziana

PADOVA L’Assocroupier avverte: «Ci vuole
personale altamente qualificato»

Simonetta Zanetti

Nel giro di un mese il 30% dei dipendenti delle 14 sale Bingo d’Italia ha abbandonato il posto di lavoro. Un dato tutt’altro che rassicurante, che arriva a salutare l’apertura delle prime sale nel Padovano, venerdì quella di via Matteotti, lunedì prossimo l’Arcobaleno e presto il Columbus ad Abano, dove oggi si svolgono le selezioni del personale. Sei le sale in apertura entro la fine del 2002, appena una cinquantina gli operatori formati dai corsi organizzati dall’Assocroupier in collaborazione con Confesercenti e Cescot e già quasi totalmente assorbiti dal mercato; solo due di questi «prenotati», però, dalla sala dell’Arcella. «E’ necessario che i gestori che intendono aprire le sale a regime ridotto capiscano che il Bingo non è una tombola – puntualizza Anna Conforti, presidente nazionale dell’Assocroupier – Per funzionare ed essere redditizio il gioco ha bisogno di personale altamente qualificato, in grado di garantire sei estrazioni all’ora».
Neppure il tempo di diplomare i primi 10 direttori di sala, tra laureati in discipline economiche provenienti da tutto il Paese, che il gioco, nato sotto il segno dell’entusiasmo, comincia a perdere lo smalto dorato con cui era inizialmente stato dipinto. Il ruolo di operatore del Bingo richiede grande sacrificio, come spiega William Boshoff, direttore del Columbus Bingo: «E’ un impiego che comporta sacrificio, con ore e ore di lavoro in piedi sei giorni su sei a ritmi sostenuti e stipendi in linea con il mercato, attorno al 1.700.000 lire, mance e straordinari esclusi». Addio, quindi, alle lusinghe di compensi da un centinaio di milioni l’anno e spazio a turni a rotazione pomeridiani e serali di 6 ore e 40′ l’uno, come previsto dal contratto nazionale sottoscritto apposta per la categoria, con sabato e domenica giornate di punta, 6 estrazioni all’ora e 4 minuti di pausa per vendere cartelle, servire le bevande ai tavoli e regolare flusso e deflusso dei giocatori. «Passata la curiosità iniziale, ci sarà una selezione naturale a scapito dei giovani, poco desiderosi di rinunciare ai propri spazi – prevede Boshoff – Nel settore rimarranno i quarantenni, abituati a sacrificarsi, persone che hanno perso un primo impiego e corrono il rischio di essere espulse dal mondo del lavoro; in questo senso vedo bene le donne, molto più concrete, ben consapevoli del valore del denaro, oltre che attente e veloci». Si delinea anche il profilo dei giocatori: uomini di mezza età e famiglie riunite attorno ad un tavolo per quello che è destinato a diventare un passatempo.
Grandi le aspettative riposte nella sala di prossima apertura ad Abano: 40 addetti tra bar e Bingo, 320 posti con configurazione simile ai casinò e servizi paragonabili a quelli offerti dagli alberghi, con camerieri e chef di rango per un’utenza composta da turisti, per lo più stranieri, abituati a farsi coccolare.