L’assicurazione sugli infortuni divide i sindacati

30/03/2005
    mercoledì 30 marzo 2005

      sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 15

      Reazioni / L’ipotesi Castro

      L’assicurazione sugli infortuni divide i sindacati

      EUGENIO BRUNO

      ROMA • L’unico punto in comune alle tre sigle sindacali è la considerazione che i tempi sono ancora prematuri. Per il resto, Cgil, Cisl e Uil reagiscono in ordine sparso alla proposta del direttore generale Inail, Maurizio Castro, di tagliare il premio contributivo versato dalle imprese, in cambio di piani più efficaci per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (si veda Il Sole 24 Ore di ieri).

      La più possibilista sembra essere la Cisl. Per il responsabile Politiche attive del lavoro, Raffaele Bonanni, la soluzione prospettata da Castro «potrebbe anche andare». Anche se giudica «eccessiva» un’eventuale riduzione del premio Inail dal 2,46% all’ 1% ipotizzato.

      Fatta questa premessa, Bonanni dice di guardare con favore a tutto ciò che serve a diffondere «una cultura della sicurezza e della prevenzione». Ricordando, a tal proposito, anche il precedente positivo dell’edilizia. Dove la riduzione dei premi per le imprese iscritte ai comitati paritetici territoriali ha prodotto, a suo dire, «buoni risultati». L’esponente della Cisl ha anche un’altra proposta per il ministro del Welfare, Roberto Maroni: affiancare agli interventi sul contributo Inail un piano di agevolazioni fiscali per le aziende che si dimostrino seriamente impegnate sul tema della sicurezza.

      Per accordare il proprio consenso, la Uil suggerisce di invertire i termini della questione. «Prima i piani, poi i premi» è la formula coniata dal segretario confederale Fabio Canapa. In pratica, l’organizzazione guidata da Luigi Angeletti chiede che lo " sconto" Inail venga posposto non solo all’adozione, da parte delle imprese, di un programma per la riduzione degli infortuni, ma anche alla verifica dei risultati conseguiti sul campo. Anche perché, aggiunge, «il difficile non è fare i piani, ma farli applicare».

      L’aspetto su cui Canapa nutre le maggiori perplessità è il ruolo che può giocare il Governo. Per essere smentito, il responsabile Uil per le politiche del lavoro chiede a Maroni di intervenire sul testo unico sulla sicurezza «per garantire la certezza e la qualità dei rapporti tra le parti».

        Sullo stesso punto si sofferma anche Paola Agnello Modica, segretaria confederale Cgil per le Politiche di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. «La proposta di Castro — sottolinea — si inserisce in un quadro in cui il Governo con il testo unico sta riducendo le tutele, anziché ampliarle». E proprio sul testo unico, la Agnello lancia un appello alle imprese: «Mi piacerebbe vedere un atteggiamento diverso da parte loro».

          «Meno premi più prevenzione»

          La proposta del direttore dell’Inail Maurizio Castro

          La proposta.
          Sul « Sole 24ore » di ieri il direttore generale dell’Inail, Maurizio Castro, ha sollecitato un accordo tra Governo, imprese e sindacati per ridurre il premio Inail dall’attuale 2,46% all’ 1,5 1%. In cambio le imprese dovrebbero impegnarsi ad adottare piani di prevenzione in grado di abbassare del 20% in tre anni il numero di incidenti sul posto di lavoro. L’istituto ha stimato infatti in 18 milioni di giornate perse e 28 miliardi di euro di mancata ricchezza ( pari al 3% del Pil) le conseguenze degli infortuni sul lavoro

          Gli obiettivi.
          Secondo Castro, da un sistema di questo tipo tutti avrebbero da guadagnare: le imprese potrebbero ridurre il costo del lavoro e aumentare produttività; i sindacati otterrebbero dalle aziende impegni più stringenti a migliorare le condizioni di sicurezza; il Paese vedrebbe crescere il Pil e le risorse da dedicare alla contrattazione

          I numeri dell’Inail.
          La galassia Inail è formata da circa 20 milioni di lavoratori dipendenti assicurati e oltre tre milioni di imprese coperte contro il rischio di infortuni. Le rendite in gestione sono più di un milione: 800mila per infortuni sul lavoro e 300mila per malattie professionali

          Le prestazioni. A fronte di 8 miliardi di euro di entrate ascrivibili ai premi versati dai datori di lavoro, sfiora i 6 miliardi l’ammontare delle prestazioni erogate. Il rapporto più alto tra raccolta e prestazioni si registra al Nord: 1,44 contro l’ 1,09 del Centro e l’ 1,07 del Sud.