L’aspirazione resta il tempo indeterminato che è la forma più tutelata

13/09/2010

Un viaggio dalla A di assunzione alla T di Tfr (la liquidazione) in sette tappe. Le tappe fondamentali del rapporto di lavoro che scandiscono le nostre vite. Molte le tutele e i diritti, con il risvolto dei doveri, mai dati per sempre, spesso in discussione. Bisogna conoscerli. Ecco i principali passaggi e gli scogli da superare nel rapporto di lavoro.
Assunzione
In principio c’è l’assunzione, desiderata e perseguita con forza e ostinazione. L’assunzione ha le sue regole, diverse tra pubblico e privato. In tutti i casi, l’assunzione è una lettera, un documento scritto. Non si può assumere a voce, la parola non conta. Nella lettera vanno scritti inizio, durata, contratto, qualifica, mansioni, importo della retribuzione, sede di lavoro e preavviso. I datori di lavoro possono allegare copia del contratto nazionale di riferimento e hanno l’obbligo di comunicare l’assunzione al Centro per l’impiego. Ma c’è uno scoglio, è il periodo di prova, che dura da 15 giorni a sei mesi a seconda delle qualifiche, durante la quale si può essere licenziati senza particolari difficoltà.
Contratto
Il contratto ha oggi molte forme: tempo indeterminato, la massima aspirazione, la più tutelata; tempo determinato o a termine; inserimento; apprendistato; somministrazione (ex interinale). Vi sono anche forme di lavoro autonomo, come il contratto a progetto, in cui si nascondono spesso abusi, e le collaborazioni coordinate e continuative, che persistono nel pubblico. Vi sono poi il lavoro accessorio (con i buoni lavoro) e il lavoro intermittente (o a chiamata). L’importante è che la forma, a cui corrisponde una precisa prestazione, sia corretta e chiara, mentre spesso vi sono abusi, con grave danno per i datori di lavoro e i lavoratori.
Busta paga
La busta paga non è un foglietto volante, magari scritto a mano, ma un documento, previsto dalla legge. E nemmeno è un mazzetto di denaro, ma un contenitore, che attesta la regolarità dell’assunzione. Il cedolino è un documento fondamentale, che certifica il rapporto di lavoro. E’ regolato dalla legge n. 4 del 1953. Il prospetto deve contenere in dettaglio tutte le voci della retribuzione, minimo, superminimo, scatti, premi di produzione, mensa, trattenute previdenziali e fiscali, e deve portare timbro e firma del datore di lavoro.
Orario
Di norma si parla di 40 ore la settimana. I contratti collettivi possono prevedere riduzioni e deroghe, così come regolamentare gli straordinari. Limitazioni e divieti possono essere previsti per i minori e per il lavoro notturno delle lavoratrici madri. Oltre all’orario a tempo pieno vi possono essere forme di part time (verticale, orizzontale) o il "job sharing" (lavoro ripartito). Previsto l’obbligo del riposo settimanale, il godimento delle festività e delle ferie.
Salute
Nei luoghi di lavoro la maggior tutela è rappresentata dal Dlgs. 626/94, ora abrogato e compreso e sostituito dal Testo unico della sicurezza del lavoro (Dlgs. 81 del 2008). Norme legislative e contrattuali regolano malattia, infortuni e maternità, compresi i congedi parentali per i papà.
L’uscita
L’uscita dal posto di lavoro può essere volontaria (dimissioni), traumatica (licenziamento disciplinare, crisi aziendale) o per raggiunti limiti di età e contributivi. Il licenziamento individuale impone il rispetto di precise procedure, mentre sono previste sanzioni per i licenziamenti illegittimi e discriminatori. L’uscita dal rapporto di lavoro prevede il pagamento del Tfr (Trattamento di fine rapporto), o liquidazione, e il rispetto del preavviso.
La pensione
Infine arriva il giorno della sospirata pensione, che è un diritto fondamentale, per la cui maturazione servono requisiti anagrafici e contributivi. Viste le numerose formule di flessibilità, è sempre più necessario pensare, nei limiti delle disponibilità, a forme di integrazione previdenziale, per non dover fare alla fine i conti con assegni pensionistici troppo bassi. Il consiglio è di occuparsi della pensione durante la vita di lavoro, fin dalla giovane età.