Lascia Pezzotta, l’uomo del pluralismo sindacale

26/04/2006
    marted� 25 aprile 2006

    Pagina 14 – Economia & lavoro

    L’ADDIO

    Gioved� il Consiglio generale elegger� Raffaele Bonanni e Pier Paolo Baretta alla guida della confederazione di via Po

      Lascia Pezzotta, l’uomo del pluralismo sindacale.
      Cosa cambia in casa Cisl

        di Bruno Ugolini

          � giunta l’ora del commiato di Savino Pezzotta dalla carica di segretario generale della Cisl. L’orso bergamasco abbandona le cronache sindacali, ma non certo l’impegno sociale. Aveva meritato quella definizione (l’orso) da osservatori amici e non amici, in riferimento alla carica di passionalit� che spesso accompagnava le sue sortite polemiche. Non � stato, proprio per questo, un burocrate privo d’ideali, intento solo a gestire interessi di bottega. Era possibile essere in disaccordo con le sue idee e questo giornale lo � stato spesso. Questo non significava non riconoscere e rispettare le forti convinzioni che dettavano le sue scelte. Nonch� l’attaccamento al mondo del lavoro dal quale proveniva e che contribuiva a permeare la sua schietta genuinit�. Le ipotesi d’unit� sindacale, sotto la sua gestione, hanno subito duri colpi. Tutti ricordano le vicende del patto per l’Italia, firmato in modo separato col governo Berlusconi, senza la Cgil, e il lungo duello con Sergio Cofferati. Anche se poi gli stessi fatti, la politica adottata dal governo di centrodestra, il seppellimento d’ogni politica di concertazione, hanno contribuito a chiarire i dissapori tra i sindacati. E Savino Pezzotta proprio in queste ore � ritornato su quel tema, l’unit� sindacale, per ribadire in sostanza che oggi risulta inutile parlare d’unit� in senso astratto. Molto meglio, ha spiegato, usare una formula gi� coniata da lui medesimo, quella del cosiddetto “pluralismo convergente”. Ovverosia il mantenimento d’organizzazioni con una propria identit�, ma capaci di dialogare e convergere su obiettivi comuni. Una convinzione che ormai, sostiene Pezzotta, si farebbe strada anche nella Cgil, espressa nel riconoscimento che il pluralismo non � un limite, bens� una ricchezza. Una constatazione indiscutibile. Anche se qualcuno potrebbe osservare che il pluralismo, il confronto d’idee, c’�, o dovrebbe esserci, anche all’interno delle singole organizzazioni. E quindi potrebbe albergare degnamente anche in un sindacato unitario.

            Resta il fatto che il futuro di un possibile “pluralismo convergente” lo si potr� verificare nei prossimi giorni, con la nomina a segretario generale di Raffaele Bonanni affiancato dal vice Pier Paolo Baretta. La cerimonia d’insediamento � prevista per gioved� mattina, al Palazzo dei Congressi di Roma dove � convocato il Consiglio generale. Non ci saranno altri spostamenti di rilievo nella segreteria Cisl dove rimangono Sergio Betti, Antonino Sorgi, Cesare Regenzi, Anna Maria Furlan, Ermenegildo Bonfanti, Renzo Bellini, Giorgio Santini. E al posto di Pezzotta entrer� Gianni Baratta, segretario della categoria del commercio.

              Sar� quindi possibile trarre qualche ipotesi sulla Cisl dell’avvenire dallo stesso discorso d’insediamento di Raffaele Bonanni. Gi� dalle sue prime “uscite”, negli articoli su “Conquiste del Lavoro” e nelle interviste rilasciate, � possibile rinvenire cenni interessanti. Come quando ha rilanciato l’impegno su ipotesi di concertazione tra parti sociali e il governo per affrontare i problemi del Paese. Sullo stesso tema del lavoro precario, piombato con tanto impeto nello scenario politico sociale, il prossimo segretario della Cisl non sembra voler chiudere gli occhi. Anche se, certo, non ripudia la legge 30, alla stesura della quale aveva in qualche misura partecipato, ma ne riconosce vuoti e incongruenze. Fino ad ipotizzare un maggior peso da dare, anche su queste forme contrattuali, al ruolo decisivo della contrattazione sindacale. Come si � cercato di fare, del resto, in qualche categoria e attraverso i sindacati dei lavoratori atipici. E’ presumibile per� che uno degli aspetti centrali del discorso d’investitura di Bonanni riguardi il Mezzogiorno. Anche per una sensibilit� maturata nella gavetta sindacale portata a termine dal neosegretario proprio nel Mezzogiorno. E non a caso del resto quest’anno Cgil Cisl e Uil tornano insieme per il Primo Maggio a Locri, un luogo diventato emblematico per chi mira al riscatto del Mezzogiorno.