L’ascesa di Debellini nel paradiso del turismo

18/03/2005
    SUPPLEMENTO AFFARI & FINANZA
    di lunedi 14 Marzo 2005

      Attualità pagina 15

        L’ascesa di Debellini nel paradiso del turismo
        La sua Tivigest si allea con Alpitour, che potrebbe anche acquisirne una quota. Pacchetti familiari e hotel di lusso

          PAOLO POSSAMAI

            Don Luigi Giussani fra le altre cose s’è occupato di turismo. Il carismatico fondatore di Comunione e liberazione, di recente scomparso e celebrato, in effetti è stato l’ispiratore di un’impresa che registra ricavi per 65 milioni di euro, 1 milione 250 mila presenze l’anno, un migliaio di dipendenti e che oggi è alleata in affari con Alpitour. L’impresa si chiama Tivigest, ne è presidente Graziano Debellini, figura storica del mondo di Cl e artefice di una costellazione di coop che dà lavoro a 2.500 persone nei settori più disparati.

            Per decenni leader della Compagnia delle Opere nel Triveneto, amministratore delegato del settimanale "Il Sabato", Debellini nel ’77 con la moglie e gli amici Igino Gatti e Ezechiele Citton ha pigliato in mano la gestione di un rifugio semidiroccato alle falde dell’Adamello. L’idea era di offrire alle famiglie cattoliche uno stile di vacanza diverso dalle tradizionali colonie e strutture parrocchiali. Da quel seme i tre fondatori/azionisti hanno fatto nascere un gruppo che gestisce decine di villaggi e hotel. "Come abbiamo finanziato la crescita? Semplice: non abbiamo mai diviso gli utili, li abbiamo sempre reinvestiti. E quando ci siamo trovati nella necessità di comprare strutture importanti o di ottenerle in affitto per 18 anni, abbiamo trovato investitori privati che ci hanno accompagnati" dice Debellini. Un esempio di investitore, interessato a mettere a reddito immobili, consiste nella famiglia romagnola Gemmani (titolare fra l’altro dell’impresa meccanica Scm).

            Tanto ha fatto Tivigest da attirare l’attenzione di Alpitour, che da una decina d’anni ne ha inserito le strutture nei propri cataloghi di vendita. Ma è dei giorni scorsi la costituzione di una società paritetica, che si chiama "VacanzeinItalia", guidata da Mauro Piccini e forte di 20mila posti letto in 43 strutture ricettive fra hotel di charme e villaggi. E poi nascerà, su spinta pure di Luca Cordero di Montezemolo, una scuola per operatori turistici e alberghieri, con un programma di studi che arriverà fino alla laurea e avrà il proprio quartier generale in una regione del Sud.

            Debellini e Piccini, che è presidente della società tour operator degli Agnelli, si conoscono da anni. La collaborazione funzionava. Ma a innescare l’alleanza è stata la cena, andata in scena il 19 luglio 2004 a Venezia nei magnifici saloni di palazzo Contarini della porta di ferro, cui hanno preso parte oltre a Piccini e Debellini pure John Elkann, l’amministratore delegato di Ifil John Winteler e il direttore commerciale di Tivigest Cesare Cavagna. "Da allora abbiamo misurato una reciproca e ampia disponibilità a intese, anche di carattere societario. Tivigest non è in vendita, perché è un bene sociale oltre che un’azienda, ma se a stringere il rapporto con Alpitour servisse mettere a disposizione una quota, non avrei obiezioni", dice Debellini.

            La prima materiale attuazione dell’alleanza consiste nella società neonata "VacanzeinItalia". Il disegno è semplice. Le competenze di Alpitour e di Tivigest si integrano nel progetto di portare in Italia nuovi flussi turistici dall’estero, valorizzando come merita una risorsa nazionale troppo poco considerata. Ma com’è che un gigante come Alpitour, primo gruppo turistico italiano forte di un miliardo di euro di ricavi, stringe alleanza con la piccola Tivigest? "Pensiamo che abbiano potuto valutare con quanta cura formiamo il nostro personale e la conseguente qualità che è in grado di assicurare nella gestione degli impianti a noi affidati", risponde il presidente di Tivigest.

            Il primo esito di tale intesa è un catalogo che integra le proposte di Altamarea (catena alberghiera di Alpitour) e di Tivigest. Ne deriva un ventaglio di una ventina di hotel o villaggi nelle più rinomate località marine e montane in Italia. Fra i gioielli proposti dall’inedito asse FiatCl ci sono poi i principeschi Hotel Reine Victoria a Sankt Moritz e Hotel Schloss di Pontresina (Engadina). Da notare che la pensione completa d’estate in montagna, Sankt Moritz compresa, costa 4050 euro a persona "perché la montagna è un prodotto sociale che vogliamo continuare a promuovere".

            Altre cinque strutture alberghiere sono posizionate alla voce "Relax" fra Abano Terme, Riva del Garda e Monte Porzio Catone. Ma il biglietto da visita è nel capitolo "Incanti", ossia località come Venezia o Positano, che nella testa di Piccini e Debellini devono essere il fattore distintivo per l’attività di incoming svolta all’estero. "Stiamo trattando alberghi a Roma, Perugia, Napoli perché le città d’arte sono uno straordinario patrimonio che dobbiamo essere in grado di proporre anche ai cinesi", dice Debellini, che fra l’altro a Padova ha in gestione lo storico Caffè Pedrocchi celebrato da Stendhal.

            Le città d’arte non esauriscono peraltro lo scenario della crescita. Il presidente di Tivigest segnala che trattative in fase finale sono in atto per rilevare la gestione di 45 grandi villaggi turistici o alberghi in Sicilia, Sardegna, Liguria, Costa Azzurra, Salisburghese.

              Un paio d’anno fa Tivigest aveva anche concepito la quotazione in Borsa. Ipotesi superata, poiché l’asse con la compagnia degli Agnelli risponde esattamente al proposito di acquistare maggiore massa critica e pesare di più sulla scena internazionale. "Non puntiamo alla crescita per puro business rimarca Debellini poiché non abbiamo mai perso di vista il senso sociale della nostra impresa, che è frutto del lavoro e dello spirito davvero di squadra di chi vi opera".