L’arte salva il turismo

21/01/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
017, pag. 16 del 21/1/2003
Andrea G. Lovelock


Ottaviani (Enit): buona l’affluenza di visitatori nelle città.

L’arte salva il turismo

Calo dei ricavi contenuto al 3,4%

Berlusconi scrive e l’Enit risponde. Il presidente del consiglio affronta il problema dello sviluppo turistico del paese indirizzando una lettera ad Amedeo Ottaviani, numero uno dell’Enit, in occasione del convegno nazionale sul turismo in Italia, svoltosi a Roma a margine della Borsa del turismo d’arte. ´L’offerta culturale delle città può diventare la Florida italiana, con le sue specifiche peculiarità’, ha scritto Berlusconi. Il presidente dell’Enit Ottaviani ha prontamente risposto, affermando che ´nel 2002 tutto il turismo nel mondo ha sofferto, eppure l’Italia, nonostante queste forti flessioni, è riuscita, da maggio a ottobre, a contenere le perdite, con un decremento dei ricavi valutari del 3,4%. Questo’, ha ricordato Ottaviani, ´lo dobbiamo soprattutto alla tenuta del nostro turismo culturale, della buona affluenza registratasi nelle città d’arte’.

Le due priorità emerse nel corso del convegno di Roma si chiamano osservatorio permanente e un sistema di card per promuovere e regolamentare l’accesso ai siti, sulla falsariga delle grandi metropoli europee. Due elementi fondamentali per un tempestivo e costante monitoraggio dei trend della domanda e per un’efficace gestione dei flussi turistici dall’altra. A invocare l’osservatorio è stato Emilio Becheri, assessore al turismo del comune di Firenze, ma da anni coordinatore del rapporto sul turismo e autore di un dossier sul turismo di beni culturali. ´Se si sommano i pernottamenti alberghieri a quelli extra-alberghieri e tutti quelli cosiddetti sommersi, si arriva a oltre 927 milioni di giornate spese nelle città d’arte’, ha osservato Becheri. C’è poi un’altra componente, quella escursionista, di giornate senza pernottamento spese in musei, mostre, negozi e ristoranti.

Gli ha fatto eco Dominico Lupo, vicepresidente Unai-Federturismo, che ha rilevato come, ´nel quadro di un proficuo governo dei flussi, le amministrazioni locali devono rendersi conto che per adempiere all’obbligo di tutela del nostro patrimonio e al tempo stesso renderlo visitabile, l’unica opzione è quella di un sistema di card che possano regolamentare le prenotazioni, al tempo stesso facilitare la fruizione di tutti i servizi della città d’arte, grande o piccola che sia’. Per una cabina di regia in grado di governare l’offerta, poi, Renato Papagni, presidente Fiba-Confesercenti, ha rispolverato l’idea di un ministero del turismo, ´di cui si sente l’assenza oggi più di ieri, che potrebbe ben accogliere le istanze di imprenditoria, commercianti e altri soggetti attivi dell’industria turistica italiana e di quella legata ai beni culturali’ .

L’attuale patrimonio artistico in Italia è rappresentato da 95 mila monumenti e chiese, 30 mila dimore storiche, 3.500 musei. E il governo, tramite le parole di Giuseppe Galati, sottosegretario alle attività produttive, ha promesso la massima attenzione. ´Confido molto nell’avvio dei lavori del comitato interministeriale per il turismo, che presto vedrà affrontare le priorità del comparto’, ha detto Galati, ´con il contributo di vari ministeri. Trasformare quindi le città d’arte in un vero e proprio sistema d’arte, coinvolgendo anche quelle regioni attualmente fuori dai circuiti internazionali’.