L’arbitrato? Non si sceglierà al momento dell’assunzione

02/04/2010

Il governo prepara le modifiche. In commissione l’8 aprile
ROMA — Il governo punta a chiedere rapidamente e senza nuovi incidenti la partita sull’introduzione dell’arbitrato nelle controversie di lavoro. L’iter parlamentare del disegno di legge sul lavoro, che il presidente della Repubblica ha rinviato al Parlamento, riprenderà già giovedì prossimo. Per l’8 aprile è infatti convocato l’ufficio di presidenza della commissione Lavoro della Camera che stabilirà il calendario per l’esame del testo e il relatore, che potrebbe essere lo stesso presidente della commissione, Silvano Moffa (Pdl). Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, spera di ottenere il via libera alla legge nel giro di un paio di mesi, comunque prima dell’estate. L’intenzione è quella di accogliere i rilievi di Giorgio Napolitano. La questione è stata toccata ieri anche nell’incontro che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha avuto con lo stesso Napolitano al Quirinale. Il governo ha apprezzato che il capo dello Stato non abbia bocciato l’arbitrato in sé, ma chiesto invece delle correzioni per evitare rischi di incostituzionalità.
Di alcune modifiche si faranno carico maggioranza e governo. La più importante riguarderà la clausola compromissoria, quella secondo la quale il datore di lavoro e il lavoratore possono, al momento dell’assunzione, decidere di far dirimere a un arbitro scelto dalle parti, e non più al giudice del lavoro, eventuali controversie che dovessero sorgere. Napolitano ha bocciato questa possibilità perché al momento dell’assunzione il lavoratore sarebbe ricattabile e quindi la sua scelta di rinunciare al giudice non sarebbe pienamente volontaria come richiede la Costituzione. Altro punto da correggere il riferimento al giudizio «secondo equità» da parte dell’arbitro. Verrà esplicitato che nell’arbitrato si dovrà comunque tener conto dei principi generali del diritto del lavoro. Attraverso queste correzioni la legge dovrebbe precludere la possibilità che attraverso l’arbitro si possa aggirare l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, quello che tutela dai licenziamenti senza giusta causa. Di altre modifiche si faranno carico Camera e Senato perché riguardano norme introdotte in Parlamento, come quelle che escludono in personale del Naviglio di Stato esposto all’amianto dalla disciplina sugli infortuni, anche questa bocciata dal Quirinale e che potrebbe essere soppressa.
La Cgil, che fin dall’inizio si era opposta alla legge ritenendola incostituzionale, chiede intanto di essere ascoltata dalla commissione Lavoro e annuncia che preparerà un vademecum per i lavoratori contro le nuove norme.