L’Api debutta nel fast food

30/05/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Alimentare
    La compagnia petrolifera si allea con Gemeaz Cusin per aprire nei distributori 200 punti di ristoro

    L’Api debutta nel fast food
    Un investimento da 500 miliardi in tre anni per allestire la nuova catena in franchising
    N.D.B.
    MILANO Nasce Festival, una nuova società-marchio che si affaccia nel ricco settore della ristorazione commerciale italiana, con l’obiettivo di dare filo da torcere agli attuali leader di mercato. Un business che oggi vale ben oltre 30mila miliardi con un tasso di crescita tra i più dinamici di tutta la filiera alimentare.
    Il guanto della sfida ad Autogrill e McDonald’s arriva da due gruppi di rilievo nei rispettivi settori: Api, azienda familiare che opera nel business della distribuzione petrolifera e sviluppa un fatturato superiore a 8mila miliardi di lire e Gemeaz Cusin, attiva in quello della ristorazione collettiva e che in Italia ha un giro d’affari che sfiora i 2mila miliardi. Per questa iniziativa hanno messo sul piatto della bilancia 250 milioni di euro, circa 500 miliardi di lire. A tanto, infatti, ammonta l’investimento previsto per realizzare entro il 2003 un network di 200 tra snack-bar, store, ristoranti e take away: si tratta di negozi con format differenti pensati per fornire il servizio di ristoro (freddo e caldo), con annessa area per la vendita di prodotti non alimentari.
    L’iniziativa — presentata ieri a Milano dal vice presidente e dall’amministratotre delegato dell’Api, rispettivamente, Ugo Brachetti Peretti e Umberto Scarinboli e dall’amministratore delegato di Gemeaz Cusin, Fabio Cusin — prende il via con la costituzione di due società: la Festival spa, controllata per l’80% dalla società petrolifera e per il restante 20% da quella della ristorazione, e Festival Gestione che invece è partecipata in modo paritetico dagli stessi gruppi.
    «L’obiettivo che ci proponiamo — ha detto Brachetti Peretti — è di creare, insieme a un grande partner come Gemeaz, una vera e propria catena di ristorazione assolutamente indipendente dal mondo da cui veniamo, cioè quello petrolifero». Indipendente, sì, ma ovviamente sinergico per le opportunità che la rete di distribuzione di benzina offre.
    E infatti, nella prima fase del piano di investimenti, i punti vendita sorgeranno nelle aree di servizio che Api possiede (ne ha 1.600) lungo le arterie stradali e autostradali; in una seconda fase, e cioè dal 2002, si procederà anche all’apertura di locali in prossimità di aree di grande traffico portuale, aeroportuale e ferroviario.
    Nell’uno e nell’altro caso la gestione affidata a Festival (amministratore delegato è Paolo Chiantore) sarà mista, ossia diretta e in franchising, ma in tutti e due i casi il know how da sfruttare è quello di Gemeaz Cusin. Un marchio, questo, che in Italia è stato tra i precursori della ristorazione collettiva ed è quello che con Ticket Restaurant ha lanciato il servizio dei buoni pasto.
    E sarà proprio l’esperienza del gruppo che fa capo alla multinazionale francese Accor (tra i soci c’è anche l’Ifil) l’arma strategica che permetterà a Festival di lanciare l’attacco agli attuali leader della ristorazioone commerciale. Un’arma che si avvale anche di Scapa, la piattaforma di acquisto di Gemeaz, e che permetterà di realizzare sinergie tali da rendere competitivo il servizio Festival. Non a caso l’amministratore delegato di Api, Scarinboli, tiene a marcare questo particolare.
    «Il nostro obiettivo — dice — è quello di giocare una partita da protagonisti. Sappiamo che il mercato oggi è presidiato da marchi prestigiosi, ma noi cercheremo e conquisteremo il nostro spazio, puntando sia sulla qualità del servizio e dei prodotti offerti, sia su una politica di prezzi contenuti e certamente più competitivi di altri operatori».
    Mercoledì 30 Maggio 2001
 
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