L´apertura di Tremonti divide Cgil, Cisl e Uil

09/05/2002


 
Pagina 31 – Economia
 
IL RETROSCENA
 
La riforma del ministro trova consensi. Solo Epifani resta critico
 
L´apertura di Tremonti divide Cgil, Cisl e Uil
 
 
 
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – Cisl e Uil, soddisfatte, mettono l´accento sulla ripresa del dialogo con il governo, la Cgil invece ribadisce le critiche all´impianto della riforma fiscale del ministro Tremonti e sottolinea il paradosso di una convocazione avvenuta dopo l´approvazione della delega da un ramo del Parlamento. Non solo: la Cgil esprime fin d´ora uno scetticismo di gran lunga superiore a quello manifestato da Cisl e Uil rispetto alle rassicurazioni del governo circa il ripristino, attraverso il sistema delle deduzioni, del principio della progressività fiscale, messo in discussione dalla riduzione delle aliquote da cinque a due.
Le differenze tra le posizioni dei tre sindacati confederali sono sostanzialmente queste, ma non sono differenze da poco e rappresentano il segnale di un diverso atteggiamento di Cgil, Cisl e Uil anche a un tavolo più ampio con le parti sociali, allargato ai temi del mercato del lavoro e della previdenza, tavolo che il ministro Tremonti ha giudicato «possibile» aprire in tempi brevi a Palazzo Chigi. Dopo lo sciopero generale che ha fermato l´Italia, viene il sereno nei rapporti tra governo e sindacati? È troppo presto per dirlo. L´incontro di ieri con il ministro Tremonti sulla delega fiscale ha certamente suscitato in Cisl e Uil nuove e più ottimistiche aspettative, che però andranno verificate via via che si entrerà nel merito dei problemi. «Diventa difficile pensare che questo sia un dialogo – dice apertamente Guglielmo Epifani, vicesegretario generale della Cgil, incaricato di partecipare all´incontro dal leader Sergio Cofferati – perchè sembra che il governo abbia già deciso. Noi abbiamo chiesto di discutere, ma mi pare che il governo voglia farlo solo sul sistema delle deduzioni» Per Epifani, preoccupato anche per l´abolizione dell´Irap, «non c´è però sistema di deduzioni che tenga: le due aliquote, che non hanno paragone in Europa, riducono drasticamente il principio di progressività e, anche con le deduzioni prospettate, i vantaggi fiscali si concentrano sui redditi più alti».
Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, pone tre vincoli, ai quali il governo, perlomeno a parole, non vuole sottrarsi: 1) la riduzione delle tasse deve essere concentrata e iniziare dai redditi più bassi, 2) il meccanismo fiscale deve salvaguardare il principio della progressività attraverso le forme di deduzione, 3) va perseguito l´obiettivo del recupero dell´evasione, tenendo conto che nel 2001 sono stati sottratti all´imposizione 400mila miliardi di vecchie lire. Il leader della Cisl, Savino Pezzotta, vede rosa: «Questa è una fase ancora interlocutoria, ma il governo si è detto disponibile a tempi congrui di confronto anche su Dpef e Finanziaria». Per Pezzotta, però, «la riforma fiscale non deve avere ricadute negative sulla spesa sociale e sul reddito delle persone che rappresentiamo».