L’Antitrust Ue boccia la Iata

31/03/2004


ItaliaOggi (Turismo)
Numero
076, pag. 15 del 30/3/2004
di Andrea G. Lovelock

L’associazione delle aerolinee può essere denunciata per posizione dominante.
L’Antitrust Ue boccia la Iata

Abolita l’immunità a partire dal 1° maggio

La Commissione europea ha rigettato tutte le istanze presentate dalla Iata, l’associazione che raggruppa la maggioranza delle compagnie aeree, e ha sancito l’abolizione dell’immunità dall’Antitrust a partire dal 1° maggio: questo significa che la Iata è denunciabile alla Corte europea per posizione dominante, con la certezza di andare incontro a un’ulteriore sentenza che potrebbe produrre salatissime multe, come nel caso recente della Microsoft. Una decisione, quella della Ue, dagli effetti imprevedibili e secondo taluni esperti un’autentica rivoluzione preannunciata nei rapporti già delicati tra il trasporto aereo e il mondo dell’intermediazione.

Circa un anno fa, alla Pax conference delle aerolinee di tutto il mondo, svoltasi a Miami, le compagnie avevano rigettato l’accordo praticamente fatto con la Uftaa, l’organismo che rappresenta le agenzie di viaggio di tutto il mondo; un’intesa che poteva aprire un nuovo capitolo, probabilmente anche senza la Iata. E, secondo i vertici Uftaa, quel rifiuto di accordo fu un grande errore perché oggi, alla luce di quanto espresso dal massimo organismo di giustizia della Comunità europea, si pone in bilico l’esistenza stessa della Iata.

A oggi, infatti, le agenzie di viaggio devono sottostare a rigide regole Iata per la gestione della biglietteria aerea: una fideiussione, molto onerosa, una gestione contabile altrettanto rigida (i pagamenti dei biglietti emessi al Bsp-Iata) e una serie di imposizioni regolamentari che, con le possibili denunce all’Antitrust nei riguardi della Iata, verrebbero quantomeno a essere poste in discussione.

Per il rappresentante italiano Uftaa, Mario Bevacqua, ´questo provvedimento svela l’errore di valutazione fatto da tutte le associazioni di categoria italiane, che hanno sottoscritto il recente accordo con Alitalia. L’obiettivo primario delle rimostranze delle agenzie di viaggio, anche in tema di commissioni, non doveva infatti essere il vettore nazionale di riferimento, bensì la Iata stessa che, rigettate le sue istanze in sede Ue, rappresenta di fatto un organismo che opera in regime di monopolio, perseguibile dall’Antitrust’.

Di fatto, si rivoluzioneranno tutti i parametri, e si capirà quale errore di valutazione sia stato fatto in Italia ma anche altrove, nel cercare di trattare con le singole compagnie: ´Per quale motivo le agenzie di viaggio devono sottostare alle fideiussioni, alle casseforti in agenzia, ai pagamenti Bsp’, si domanda Bevacqua, ´quando, con le vendite di biglietti on-line, l’unico obbligo è quello del rid? In altri termini, il rigetto delle istanze della Ue mette in discussione la presenza di una Iata, e indica chiaramente che il vero problema è il cambiamento strutturale della contrattualistica tra agenzie di viaggio e compagnie aeree’.

Oggi, tra l’altro, a Roma si terrà una tavola rotonda sulle problematiche della fee d’agenzia e sul rapporto con le compagnie aeree, indetto dalla Fiavet Lazio, durante il quale sicuramente questa vicenda proveniente da Bruxelles farà discutere.

´La Iata’, spiega ancora Bevacqua, ´alla luce di quanto accaduto la scorsa settimana presso la Ue, è solo un costo imposto e come tale destinato, dal 2 maggio, a decadere, o quantomeno a essere contestato da tutte le agenzie, con la concreta possibilità di avere ragione presso l’Antitrust europeo’.

Un autentico fulmine a ciel sereno, dunque, che potrebbe davvero sconquassare il già traballante mondo della distribuzione.

Con quali conseguenze e soprattutto con quali rimedi, nemmeno la Uftaa è in grado di valutarlo, salvo ricordare che andrebbe ripresa la bozza di accordo faticosamente raggiunta un anno fa con le principali compagnie aeree del mondo e poi sconfessato dalla Pax conference di Miami. (riproduzione riservata)