L’Antitrust: professioni, stop alla riforma. E’ falsa

28/04/2005
    giovedì 28 aprile 2005

    REGOLE E MERCATO

    L’Antitrust: professioni, stop alla riforma. E’ falsa
    L’Authority guidata da Catricalà: le nuove norme vanno contro i princìpi europei della concorrenza

      ROMA – Riforma degli Ordini e delle professioni tutto da rifare. Netto stop alle intenzioni del governo da parte dell’Antitrust anche sotto la guida del nuovo presidente Antonio Catricalà. Il garante della concorrenza e del mercato ha così segnalato ai ministri competenti e al Parlamento che le attuali norme ed emendamenti contenuti nel provvedimento sulla competitività, contrastano con gli indirizzi europei e sono distorsivi della concorrenza. In particolare, l’Antitrust ricorda che alcuni emendamenti, «ampliano ingiustificatamente le competenze degli Ordini professionali» e boccia senza appello il decreto che il governo è «in procinto di adottare per istituire l’Albo unico di commercialisti e ragionieri».

      L’altolà dell’Antitrust è tanto più singolare e significativo perché è stato deciso (la riunione è datata 20 aprile) il giorno prima del famoso annuncio da parte del ministro della Giustizia Roberto Castelli di abbandonare la riforma delle professioni «perché non ci sono le condizioni politiche». Il «warning», il cartellino giallo, è arrivato solo ieri e dimostra che l’intenzione del governo – al di là della rinuncia di Castelli – era quella di varare una sorta di «controriforma» come da tempo segnalava la Confindustria. Quello degli Ordini e delle professioni è un vecchio cavallo di battaglia dell’Antitrust che sin dai tempi di Giuliano Amato ha stigmatizzato i privilegi per le categoria «protette» e gli alti costi per la collettività. Il Garante, nella sua secca e gelida nota, ritiene «improcrastinabile una revisione dell’ordinamento delle libere professioni» e chiede l’abolizione delle tariffe e del divieto di fare pubblicità comparativa. Ritiene altresì «inadeguate le previsioni che dovrebbero garantire l’esercizio in forma societaria delle professioni regolamentate». In altre parole boccia l’esclusione, anche in posizione di minoranza, di soci non professionisti nel finanziamento delle imprese.

      R. Ba.