L’Antitrust boccia la corsa di Autogrill

30/07/2002

27 luglio 2002

Sentenza negativa per l’acquisizione di Ristop, ultima di una lunga serie attuata dalla società dei Benetton
L’Antitrust boccia la corsa di Autogrill

L’Autorità stoppa la «posizione dominante» del big della ristorazione
L’azienda controlla già il 72% del mercato sulle strade italiane

di Paolo Possamai

TREVISO. Pollice verso dell’Autorità antitrust nei riguardi dell’acquisizione di Ristop da parte di Autogrill, poiché condurrebbe al rafforzamento della posizione dominante di quest’ultima. La sentenza dell’organismo garante del mercato e della libera concorrenza è stata depositata mercoledì scorso e boccia l’ultima di una lunga serie di iniziative di sviluppo assunte dalla società quotata a Piazza Affari.
Il pronunciamento da parte dell’Authority presieduta da Giuseppe Tesauro nei riguardi della società controllata al 57% da Edizione Holding (famiglia Benetton) non sorprende gli addetti ai lavori. Già il 13 giugno scorso, in occasione dell’avvio dell’istruttoria affidata a Franca Stella Branca, lo stesso organismo scriveva che l’operazione «appare idonea a condurre al rafforzamento, in capo ad Autogrill, della posizione dominante che la stessa già detiene nei mercati locali considerati, anche alla luce delle rilevanti barriere d’ingresso determinate dal regime concessorio che regolamentava a livello nazionale lo svolgimento dell’attività considerata».
In buona sostanza, in un settore già egemonizzato da Autogrill con una quota di mercato attorno al 72% della ristorazione autostradale e con ricavi per 789 milioni di euro nel 2001, la stessa società presieduta da Gilberto Benetton ha voluto comperare uno dei principali competitori. Ma al di là delle statistiche generali, pur già in sé significative, quel che contano sono i singoli ambiti di mercato.
E qui emerge che, se Ristop dispone in totale di 26 punti vendita, in ben 20 casi porterebbe la quota Autogrill da un minimo del 66,6% (area di servizio di Colorè Est) a un massimo del 100% (Calstorta Sud e San Pelagio Est). In particolar modo, l’acquisizione di Ristop da parte di Autogrill accrescerebbe soprattutto nel Nordest il peso specifico del gigante della ristorazione dedicata a chi è in viaggio. Nel territorio nordestino, in particolare, Ristop costituisce il secondo operatore e il suo inglobamento nel leader assoluto Autogrill equivarrebbe a mettere fra parentesi i princìpi della concorrenza. Va inoltre tenuto conto del fatto che la ristorazione in autostrada è regolamentata da concessioni e che Autostrade spa – a sua volta controllata da Edizione Holding – gestisce i due terzi dell’intera rete autostradale italiana. All’atto di privatizzazione di Autogrill, l’Autorità presieduta da Tesauro aveva imposto una serie di precisi vincoli a Autostrade spa (fra queste l’obbligo di assegnare le concessioni attraverso gara pubblica gestita da un terzo indipendente).
Autogrill aveva annunciato l’assorbimento di Ristop nel marzo scorso, precisando che «in caso di divieto dell’operazione o di imposizione di misure correttive ritenute eccessive, Autogrill acquisterà comunque una quota di Ristop e potrà, entro il 31 dicembre 2004, esercitare un’opzione di acquisto del capitale rimanente, come pure cederla a un terzo di sua scelta». Il valore dell’investimento nell’operazione Ristop, basato sulla valutazione dell’intera azienda, consiste in circa 34 milioni di euro.
Disponendo di un organico di 606 addetti, Ristop gestisce una rete commerciale di 26 punti vendita in Italia, lungo le autostrade ma anche all’interno di centri commerciali e di stazioni ferroviarie. Le previsioni per il 2002, quanto al fatturato, sono di circa 60 milioni di euro. Un competitore di dimensioni incomparabili rispetto al gigante Autogrill. Ma nelle date vi è forse la spiegazione della strategia concepita da Livio Buttignol. L’amministratore delegato di Autogrill, consapevole del fatto che l’Autorità antitrust non intende permettere alla società dei Benetton di accrescere ulteriormente la propria formidabile presenza sul mercato, ha forse voluto tenere conto dei possibili effetti generati dalla scadenza di un notevole numero di concessioni nel corso del 2003. Immaginando che non è scontato vincere le gare per le concessioni, Autogrill potrebbe a quel punto inglobare Ristop senza incorrere nella falce di Giuseppe Tesauro.