L’Anpi a raduno: tanti giovani in difesa della Costituzione

22/06/2010

Ha iniziato Berlusconi con lo sdoganamento del Msi. Hanno proseguito, a sinistra, Luciano Violante con la sciagurata frase sulla necessità di comprendere le ragioni dei ragazzi di Salò e Giampaolo Pansa con i libri sul “sangue dei vinti” e i “triangoli della morte”. Per arrivare, infine, all’attacco frontale alla Costituzione, di cui gli agguati di questi giorni
contro l’art. 41 e la correlata vicenda di Pomigliano, ne sono degno corollario. Di fronte a questo quadro piuttosto angosciante, chi se non l’Anpi doveva e deve dare una risposta che diventi un segnale per tutti, innanzitutto per la divisa e meditabonda sinistra? E lo ha fatto partendo da una considerazione semplice quanto fondamentale. Se i protagonisti della lotta di liberazione stanno gradualmente ed inevitabilmente scomparendo, è essenziale favorire l’iscrizione delle giovani generazioni. Un nuovo corso che ha avuto il suo centro nelle Marche dove, non a caso, ad Ancona, dal 24 al 27 giugno, si svolgerà la seconda Festa nazionale, con un ricco carnet i convegni e appuntamenti culturali (il programma è consultabile sul sito www.anpifesta.org). «C’erano diverse città sicuramente più autorevoli della nostra ad essere candidate – ci spiega il Presidente regionale Nazzareno Re, che incontriamo insieme ad altri dirigenti dell’associazione nella sede anconetana -ma la scelta è caduta sulla nostra regione perché è stata la prima a promuovere le nuove iscrizioni, e ormai la percentuale di non partigiani ha raggiunto la quota del 90%». Il merito di questo successo ha un nome ben preciso: «È la conseguenza – ci dice Giuseppe Cingolani del direttivo marchigiano dell’Associazione, volto storico della sinistra anconetana – dell’intuizione di “Ferro”». Ferro era Emiliano Ferretti, mitico comandante partigiano, per decenni l’anima dell’Anpi, di cui è stato a lungo presidente regionale. Prima di morire, nel luglio del 2007, ha capito, nell’ultima fase della suamilitanza, che bisognava favorire l’ingresso di forze fresche. E così è stato. Ora a girare nelle scuole medie e superiori per raccontare che cosa è stata la Resistenza e i valori della nostra carta costituzionale, ai vecchi partigiani si sono affiancati diversi giovani, come Stefania Giacomini, 29 anni. «Il messaggio televisivo – spiega – ci mostra ragazzi indifferenti, dediti al consumo, ma girando con i vecchi compagni le scuolemi sono dovuta ricredere, ho capito che si tratta di pregiudizi. E se c’è apatia questo dipende dal fatto che non hanno stimoli. Appena vengono sollecitati, rispondono e si mostrano interessati». Tante le domande che i ragazzi fanno ai loro interlocutori, che spiegano il perché della scelta di vita. «Gli diciamo – racconta Cingolani – che eravamo stanchi della guerra e della fame, volevamo la pace». Macosa prova oggi di fronte a questa situazione chi allora non ebbe remore a rischiare la vita per liberare l’Italia dal nazifascismo e affermare i principi di libertà e giustizia? «Rabbia perché, come diciamo ai ragazzi, non è questo il Paese che i nostri fratelli morti volevano. La nostra Costituzione è la più bella del mondo. Ricordiamoci che l’Onu quando, nel 1948, promulgò la dichiarazione sui diritti dell’uomo, fece riferimento a diversi principi della nostra Carta». E oggi, dopo i recenti attacchi governativi e confindustriali agli art. 41 e 118, i dirigenti dell’Anpi assicurano che «ci adopereremo ancora di più», perché la Costituzione è «il testamento dei caduti della guerra, noi siamo riusciti ad attuarla solo in alcuni punti, per un periodo, e i giovani ci devono aiutare ad applicarla completamente per l’avvenire».