L’annus horribilis del turismo italiano

21/09/2004


            martedì 21 settembre 2004

            LA STAGIONE PEGGIORE DEGLI ULTIMI DIECI ANNI
            L’annus horribilis del turismo italiano
            L’allarme dei tour operator: seimila posti di lavoro a rischio
            Crollati gli arrivi dalla Germania. Le Regioni: più soldi all’Enit
            «Subito un’agenzia nazionale che promuova il Paese»

            Alessandra Pieracci

            GENOVA
            L’Italia guida la classifica mondiale dei siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, ma in quanto turismo in dieci anni è scesa dal primo al sesto posto in Europa. Se il settore contribuisce con il 12% al Pil nazionale e raggiunge il 12,5 dell’occupazione, l’ultima, fallimentare stagione conferma però lo stato di crisi.
            Sono i dati emersi alla Conferenza del turismo italiano in corso ai Magazzini del Cotone, una due giorni promossa dalle Regioni italiane proprio nella città che, in quanto capitale europea della Cultura, ha registrato un’affluenza record. Scopo dell’intenso calendario di lavori, l’analisi della situazione e l’individuazione degli strumenti per risalire la china: aumento di risorse da parte del governo, cabina di regia per il coordinamento nazionale delle politiche del settore, revisione delle aliquote dell’Iva (da noi il 10%, contro il 7 della Spagna e il 3,5 della Svizzera) e, perché no?, anche il ripristino del primo ottobre per la riapertura delle scuole.


            «L’Italia turistica ha appena vissuto la più difficile estate degli ultimi dieci anni e le prospettive fanno temere una riduzione dell’occupazione e la chiusura di alcune imprese» è la denuncia del presidente della Federalberghi e di Confturismo, Bernabò Bocca: una flessione del 3,4%, ovvero 4 milioni di pernottamenti in meno per 500 milioni di euro. In particolare, dal 2000 ad oggi, l’Italia ha perso quasi 3 milioni e mezzo di presenze dalla Germania. Estate in rosso anche per campeggi e villaggi turistici, con circa 620 mila ospiti in meno, con una contrazione dell’8% del fatturato. E il turismo organizzato ha perso negli ultimi 4 mesi poco meno di 90 mila arrivi dall’Italia e ha registrato un calo medio del 15-20% dalla Germania: secondo l’Astoi, Associazione dei tour operator, sono a rischio immediato 6 mila posti di lavoro.


            «E’ chiaro che serve una svolta, bisogna fare sistema e promuovere il marchio Italia in modo unitario copiando Francia, Spagna, Croazia» ha detto in apertura dei lavori il presidente della Regione Liguria, Sandro Biasotti, in rappresentanza del coordinamento di tutte le Regioni italiane al posto del presidente piemontese Ghigo, impegnato a Roma. «Occorre risolvere problemi strategici come i finanziamenti – ha detto Biasotti -. Oggi la dotazione dell’Enit, l’Ente nazionale per il turismo, è di 25 milioni: è necessario aumentarla. Su questo il governo è d’accordo e dovremmo avere risposte entro due settimane». O forse anche oggi, con l’arrivo del premier Berlusconi e del ministro per le Attività produttive, Antonio Marzano, che da Milano ha annunciato la richiesta di 50 milioni di euro nella prossima Finanziaria.
            «Come Regioni facciamo un passo indietro in materia di autonomia a favore di una regia nazionale che però, deve essere incanalata in uno strumento diverso dall’Enit, la cui struttura e gestione va radicalmente rivista. Abbiamo proposto l’istituzione dell’Agenzia italiana per la promozione del turismo, organismo aperto al coinvolgimento delle imprese operanti nel settore, adottando il modello collaborativo che sta dando frutti ad esempio in Francia, con la ‘’Maison de France’’» ha spiegato Biasotti.


            L’azione dell’Agenzia – ha detto Gianni Plinio, vicepresidente ligure e coordinatore degli assessorati al turismo – deve mirare a due obiettivi: dotazioni finanziarie più cospicue, come quelle preannunciate dal ministro, perché a fronte di 24,4 milioni di euro spesi dall’Italia per la promozione turistica, la Spagna ne spende 102,6, la Francia 73,6, la più piccola Austria 45,4 e la Gran Bretagna 35,5 milioni, e il controllo della cabina di regia.


            Dallo stesso portavoce Plinio arriva la proposta dell’apertura delle scuole posticipata al primo ottobre, notizia accolta con grande soddisfazione da Unionturismo, per allungare la stagione turistica.


            D’accordo con la riforma dell’Enit il ministro per l’Attuazione del programma di governo, Claudio Scajola: «E’ necessario superare il modello obsoleto creato nel 1919. Un’ipotesi è la creazione di una società a capitale misto Stato-Regioni e società private per promuovere con nuove risorse il settore».
            Ma l’Enit sotto accusa si difende, conti alla mano. Il presidente Amedeo Ottaviani cita anche il capo dello Stato. «Il presidente Carlo Azeglio Ciampi ha detto: ‘’Sono impressionato dai dati del turismo in Italia. Questo settore assicura un saldo valutario di più di 10 miliardi di euro’’».